Mali, due attacchi jihadisti uccidono cinque militari

Martedì, i jihadisti hanno ucciso cinque militari, con due attacchi separati, nella regione di Mopti, nel Mali centrale. Tre vittime sono morte in un'esplosione mentre viaggiavano su un convoglio militare, mentre le altre due in un'operazione di pattugliamento

Sono morti martedì, vittime di due attacchi separati, nella regione di Mopti, nel Mali centrale. Secondo quanto riportato da fonti militari, citate dai media locali, cinque soldati maliani hanno perso la vita così. L'attentato si sarebbe sviluppato in due colpi separati. Il primo attacco avrebbe colpito, con ordigni esplosivi, il convoglio che stava trasportando tre militari da Mopti a Dialloubè. Le altre due vittime, invece, sarebbero rimaste uccise in un'operazione di pattugliamento, tra le località di Koro e Bankass, vicino al confine con il Burkina Faso.

Nella regione di Mopti sono stati diversi, negli anni, gli attacchi terroristici a opera dei gruppi jihadisti, che prima erano concentrati nel nord del Paese. Ad aumentare il grado di instabilità anche il colpo di stato che, il 21 marzo 2012, ha fatto cadere il presidente Amadou Toumani Toure, consentendo ai tuareg di conquistare il nord del Paese e ai gruppi fondamentalisti, alcuni dei quali legati ad Al Qaeda, di estenere la loro azione. L'intervento delle truppe francesi, nel 2013, avrebbe impedito ai grupi jihadisti di raggiungere la capitale, Bamako. E, nonostante l'accordo di pace tra governo e ribelli tuareg, firmato nel giugno 2015, intere aree del Mali sfuggirebbero al controllo delle forze maliane e internazionali presenti nel Paese.

All'operazione Barkhane, prima conosciuta con il nome di "operazione Serval", participano circa 4mila militari in affiancamento alla missione Minusma, considerata tra le più pericolose per i caschi blu.