Malta dice sì alle nozze gay, da oggi si dirà: "Ora siete sposi"

Nell'isola con la percenutale di cattolici più alta in Europa il Parlamento si prepara a legalizzare i matrimoni gay. E i vescovi criticano il governo

La cattolicissima Malta dice sì alle nozze gay. Il Parlamento maltese, infatti, si prepara ad approvare oggi la legge che istituirà il matrimonio egualitario per le coppie dello stesso sesso.

La proposta di legge è stata presentata dalla maggioranza laburista del premier Joseph Muscat, al governo dal 2013, e sarà sostenuta anche dalle opposizioni. Da oggi, quindi, nell’isola di 440mila abitanti con la percentuale di cattolici più alta in Europa, il tradizionale “vi dichiaro marito e moglie” sarà sostituito con “ora siete sposi”. Questo, spiega il ministro delle Pari Opportunità maltese, Helena Dalli, come riporta il Washington Post, per “modernizzare l’istituzione del matrimonio ed estenderla a tutte le coppie adulte consenzienti”.

Dopo aver introdotto nell’ordinamento del piccolo Stato unioni civili e adozioni per gli omosessuali, con la legalizzazione dei matrimoni gay il governo laburista determina, dunque, un ulteriore punto di rottura con la tradizione dell’isola, dove la Chiesa partecipa attivamente al dibattito sulle questioni politiche e sociali. A Malta, infatti, il divorzio è stato legalizzato soltanto nel 2011 mentre l’aborto è ancora vietato.

La Chiesa cattolica locale ha protesto aspramente contro la nuova norma. Monisgnor Charles Scicluna, l’arcivescovo dell’isola dove duemila anni fa naufragò San Paolo mentre viaggiava da Gerusalemme verso Roma, si è opposto duramente alla legge, ribadendo che il matrimonio può essere soltanto tra uomo e donna. “Posso decidere che una carruba o un’arancia si chiamino con nomi diversi ma una carruba rimane una carruba, un’arancia rimane un’arancia e il matrimonio, qualunque cosa dica la legge, rimane un’unione eterna esclusivamente tra un uomo e una donna”, avrebbe detto l’arcivescovo in un’omelia pronunciata qualche giorno dopo l’inizio del dibattito sulla legge sui matrimoni gay in Parlamento.

Nell’isola, però, sono sempre meno quelli che scelgono di sposarsi in chiesa. Lo scorso anno, per la prima volta, il numero dei matrimoni contratti civilmente ha superato, infatti, quello dei matrimoni religiosi.