Manchester, medici sotto accusa: scambiano tumore per appendicite

Numerosi gli errori da parte dei medici coinvolti, che avrebbero potuto probabilmente salvare la vita al ragazzo, divenuto padre pochi giorni prima di morire

Tragedia assolutamente evitabile, frutto di un comprovato caso di malasanità, quella avvenuta a Manchester.

La vittima è Tom Thornton, un ragazzo di soli 25 anni deceduto a causa di un tumore all’appendice scambiato per una semplice appendicite dal personale medico dell’ospedale “Pennine Acute Hospital”, ora sotto accusa. Inconsolabile il dolore della vedova, Chantelle, che si era unita in matrimonio col 25enne un mese prima della sua morte, regalandogli anche un’ultima gioia con la nascita del figlio Maxwell Joseph.

Sono stati tanti gli errori commessi dalla struttura ospedaliera fin dal primo momento in cui Tom entrò in cura nel 2014, lamentando dei forti dolori addominali. In seguito ad un’ecografia, gli fu diagnosticata una forma acuta di appendicite, e venne programmato l’intervento di rimozione della stessa. Terminata l’appendicectomia, la sezione asportata è stata portata come da prassi in un laboratorio di analisi, ed è stato il dr. Khalid Ahmed dell’ospedale Royal Oldham (Manchester) ad occuparsi dei controlli. Nessuna variazione della diagnosi per il medico, che conferma l’appendicite non riuscendo ad identificare le cellule tumorali nel tessuto analizzato.

Tom è stato quindi dimesso dall’ospedale, salvo farvi ritorno dopo soli due mesi per dolori in corrispondenza della cicatrice lasciata dall’intervento chirurgico. Dopo altri test effettuati per controllare la eventuale presenza di coaguli di sangue, risultati negativi, il ragazzo è stato rimandato a casa senza che venissero effettuati ulteriori accertamenti. Due settimane dopo, però, una nuova visita in ospedale, a causa di dolori sempre più lancinanti.

Solo in quel momento i medici finalmente autorizzano una Tac, che rivela al giovane la terribile notizia di un tumore arrivato ormai ad uno stadio avanzato. Inutile e tardivo il ciclo di chemioterapia, visto che il male era già esteso in altre zone del suo corpo.

Inevitabile il triste epilogo per Tom, così come i guai giudiziari che ora dovranno affrontare i molti medici coinvolti nell’episodio di malasanità.