Marò, Latorre dimesso dall'ospedale di New Delhi

Fonti mediche: "Il militare si sta riprendendo molto bene"

Massimiliano Latorre è stato dimesso dall’ospedale di New Delhi dov’era ricoverato per un attacco ischemico transitorio. Ora che non si teme più per la vita del marò, resta la preoccupazione per due militari ingiustamente detenuti in India da troppo tempo. In una intervista al Messaggero, parlando dell'emergenza immigrazione e della necessità di un pattugliamento dei mari da parte della Nato, anche in funzione anti terrorismo, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha messo in chiaro che la partecipazione italiana alle prossime missioni sarà inevitabilmente legata alla liberazione dei nostri fucilieri.

Dopo l'ischemia di Latorre e due anni e mezzo di prigionia, l'Italia prova a giocarsi l'ultima carta. I legali hanno infatti chiesto alla Corte suprema indiana di affidare il fuciliere alla sanità italiana. Secondo fonti mediche sentite dall'Ansa, Latorre "si sta riprendendo molto bene" e "dovrà solo tornare in ospedale fra qualche giorno per un controllo di routine del decorso del suo recupero". La fonte non ha voluto pronunciarsi né sulla percentuale attuale del recupero del fuciliere né sui tempi del completo ristabilimento, limitandosi a indicare che "dovrà seguire alcune terapie e vivere in un ambiente tranquillo". In assenza di informazioni dirette da fonti italiane, è presumibile che Latorre sia rientrato ora nella sua residenza nell’ambasciata d’Italia nella capitale indiana.

Domani il team dei legali della difesa presenterà una istanza per il trasferimento in Italia per proseguire le cure volte al suo pieno ristabilimento.

Commenti
Ritratto di emmepi1

emmepi1

Dom, 07/09/2014 - 10:28

adesso che Latorre si è ripreso dall'ischemia che l'ha colpito tranquilli, non c'è più priorità per il loro ritorno.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 07/09/2014 - 10:29

E' fregato. Adesso a casa non torna più.

xgerico

Dom, 07/09/2014 - 11:23

Dall'ischemia transitoria (mio padre ne ha avute tre) e anche la donna che fa le pulizie settimanali, in casa, dopo 5 giorni è tornata tranquillamente al lavoro! L'importante la stessa ischemia, si risolva nel giro di 24 ore!

lamwolf

Dom, 07/09/2014 - 11:40

Se non li ucciderà l'inciviltà indiana li ucciderete voi parlamentari e governanti incapaci di far valere le ragioni, è aberrante che questi due poveri soldati dopo oltre due anni non sono ancora stati giudicati. Anzi non c'è una prova e nemmeno uno straccio di capo d'accusa. E allora se vi ritenete capaci dubito anzi sono sicuro che non lo siate, riportateli subito a casa. Ha ragione la figlia l'Italia da mesi sta pensando solo agli immigrati senza aver strappato alla vergognosa UE la possibilità di un aiuto, quindi incapaci due volte. Svegliatevi e non pensate solo alla poltrona e al vostro conto corrente.

Ritratto di mina2612

mina2612

Dom, 07/09/2014 - 12:18

@lamwolf, sono pienamente d'accordo con lei, ed è quanto ho sempre detto in precedenza. Purtroppo sono le istituzioni che non danno una mano alla risoluzione del caso. In questi giorni dobbiamo addirittura subire anche i film indiani che Mamma Rai ci trasmette, sia di giorno che di notte! Ma lo fanno di proposito a insultare con qualsiasi mezzo e forma, i nostri militari?

st.it

Dom, 07/09/2014 - 13:12

Ma come dopo anni di ministri degli esteri e funzionari di ogni genere ,ve lo ricordate quello con l'occhialino a pince-nez? Stiamo ancora discutendo del nulla: Il fatto incriminato è avvenuto in acque internazionali, e il diritto parla molto chiaro pertanto senza creare nessun conflitto i due militari devono rientrare subito in italia unico paese competente a giudicarli. Poi se è vero che quelli accoppati erano dei pescatori , ci spiegano che cavolo ci facevano con quel guscio di noce in mezzo all'oceano indiano e ancora che cavolo pescavano andando incontro a una petroliera? Di certo i pirati non indossano la divisa di pirata né ce l'hanno scritto in fronte che sono dei pirati, e da quelle parti chi si avvicina troppo a mercantili e petroliere deve mettere in preventivo qualche fucilata tra le corna. Se i militari hanno sparato si reputa abbiano rispettato le regole d'ingaggio anzi è loro interesse rispettarle ,non essendoci nessuno scenario di guerra da quelle parti

Raoul Pontalti

Dom, 07/09/2014 - 16:43

st.it se vai a pesca in mezzo al Tirreno piuttosto che in Adriatico nessuno, anche se indossante una divisa militare, da una nave civile indiana o cinese può sindacare cosa Tu stia facendo o dove Tu stia andando e perché e sempre l'ipotetica nave indiana se Tu stai sopra uno motobarca deve darTi acqua (ossia la precedenza) se vede le Tue murate di sinistra. La medesima nave non può sparare colpi di avvertimento essendo civile e se vuole evitare l'abbordo (ed eventualmente l'abbordaggio) per qualsiasi ragione ipotizzato, ricorre alle procedure internazionalmente riconosciute (aumento della velocità, uso delle sirene, andatura a zig-zag. contatto radio, uso di segnalazioni ottiche, etc.). Se poi non esiste alcuno scenario di guerra dalle parti dove Tu navighi davvero non si comprenderebbe l'adozione di regole d'ingaggio etc. contemplanti l'uso delle armi come sui teatri bellici.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Dom, 07/09/2014 - 17:13

ingiustamente detenuti in India,,, li anno già processati o li hai processati tu Rame?

Marcuzzo

Dom, 07/09/2014 - 18:22

@St.it. Lei, oltre ad essere un Ebe.te e' pure disinformati. L'omicidio e non il fatto incriminato non e' avvenuto in acque internazionali bensì un acque contigue. Ovvero a meno di 25 miglia dalle coste indiane. Le rilevazioni sulla distanza sono effettuate oltre che tramite gli strumenti a bordo dell'Erica Lexie, anche con i rilevatori internazionali del Rilevator Maps e mai nessuno ha potuto contestarle. Tutti i fatti avvenuti nelle cosiddette acque contigue sono di pertinenza giurisdizionale del Paese in cui si sono svolti. In questo caso all'India. Si informi prima di sparare idiozie alla rinfusa.

Marcuzzo

Dom, 07/09/2014 - 18:22

@St.it. Lei, oltre ad essere un Ebe.te e' pure disinformati. L'omicidio e non il fatto incriminato non e' avvenuto in acque internazionali bensì un acque contigue. Ovvero a meno di 25 miglia dalle coste indiane. Le rilevazioni sulla distanza sono effettuate oltre che tramite gli strumenti a bordo dell'Erica Lexie, anche con i rilevatori internazionali del Rilevator Maps e mai nessuno ha potuto contestarle. Tutti i fatti avvenuti nelle cosiddette acque contigue sono di pertinenza giurisdizionale del Paese in cui si sono svolti. In questo caso all'India. Si informi prima di sparare idiozie alla rinfusa.

Nydaed

Lun, 08/09/2014 - 03:44

Sto seguendo questa vicenda fino dal suo inizio e ovviamente sono dalla parte dei due maro' che "secondo me" sono ingiustamente trattenuti in India. Fin dal principio ho pensato che il nostro Governo non stesse facendo abbastanza per riportarli a casa, ma ora visti gli sviluppi della situazione, ho un terribile dubbio che mi frulla nella testa...... e se non volessere riportarli a casa per una qualche misteriosa ragione? Mi auguro che non sia cosi', lo spero vivamente, ma il pensiero rimane.... Coraggio ragazzi, gli italiani (quasi tutti) sono dalla vostra!!!!!