Maryland, il killer che ha ucciso 5 persone aveva fatto causa per diffamazione al giornale

Jarrod Warren Ramos, 38 anni, l'uomo che ha fatto irruzione nella redazione del Capital Gazette di Annapolis, nel Maryland, uccidendo 5 persone, aveva avuto un contenzioso legale con il quotidiano

L'uomo che ha compiuto una strage nella redazione del Capital Gazette di Annapolis, nel Maryland, è stato incriminato per l’omicidio volontario delle cinque vittime. Il 38enne Jarrod Warren Ramos aveva fatto causa al giornale per diffamazione dopo un articolo pubblicato nel 2011, in cui si riferiva della sua ammissione di colpevolezza in un processo per la persecuzione di una donna sui social media. Ma l'uomo aveva perso la causa. Ieri ha fatto irruzione nella redazione aprendo il fuoco contro i dipendenti, uccidendone cinque e ferendone altri tre. Le vittime sono: Wendi Winters, 65 anni, capo redattore della cronaca, Rebecca Smith, 34 anni, da poco assunta come assistente alle vendite, Robert Hiaasen, 59 anni, vice capo redattore e commentatore, Gerald Fischman, 61 anni, editorialista, John McNamara, 56, giornalista sportivo e capo redattore.

Molto letta ad Annapolis e nella contea di Anne Arundel, la Capital Gazette è uno dei più antichi giornali degli Stati Uniti, le cui origini risalgono alla Maryland Gazette fondata nel 1727.

Un attacco mirato. Così la polizia descrive l'assalto alla redazione del giornale. Secondo quanto raccontato dai redattori anche via Twitter durante l'assalto, Ramos ha sparato attraverso la porta di vetro verso la redazione e ha aperto il fuoco su più impiegati.

Il giorno in cui il suo appello era stato definitivamente respinto, Ramos aveva twittato: "F..., lasciatemi solo", con un link alla sentenza. Poco prima della strage ha ripetuto lo stesso messaggio, prendendo di mira il giudice di allora, Charles Moylan. In questi ultimi anni aveva continuato a perseguitare l'ex compagna di scuola: nel 2014 vi era stata una sentenza che gli vietava di entrare in contatto con la donna, contro la quale lui aveva cercato invano di ricorrere in appello nel 2016. Marquardt ha raccontato al Washington post di aver segnalato le
minacce di Ramos alla polizia. "Gli avevo detto, questo è un uomo che verrà qui e aprirà il fuoco. E avevo ragione", ha raccontato la donna, aggiungendo che la polizia non aveva trovato elementi sufficienti per intervenire.

Il presidente Donald Trump ha espresso il proprio cordoglio con un messaggio su Twitter: "I miei pensieri e le mie preghiere sono con le vittime e le loro famiglie. Grazie a tutti i soccorritori". "Un attacco violento a giornalisti innocenti che fanno il loro lavoro è un attacco a tutti gli americani", ha invece twittato la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders.

Commenti

Slomb

Ven, 29/06/2018 - 14:24

Certo, come no, “Un attacco violento a giornalisti innocenti che fanno il loro lavoro …”. Come quei giornalisti del NYT che ci raccontavano che era giusto attaccare l’Iraq perché Saddam aveva arsenali di distruzione di massa; come quei nostri valenti giornalisti che quando avevano arrestato Enzo Tortora lo avevano diffamato senza pietà senza che lui potesse difendersi, per poi farne un martire dei diritti civili quando era stato dichiarato innocente. Questi sarebbero i giornalisti innocenti, che fanno il loro lavoro? Quelli in combutta con le procure, che li chiamano come i cagnolini e gli danno in pasto le ossa spolpate di qualche povero cristo, cosicché possano inventare i loro “mostri” per il pubblico affamato di sensazionalismi? Mi dispiace dirlo, ma io questo qui lo capisco … E credo che chi faccia il giornalista oggi debba riflettere su un fatto del genere e debba farlo con umiltà. Ora vediamo se questo commento sarà pubblicato.

tRHC

Ven, 29/06/2018 - 16:57

Slomb:Sono comunque contrario alla giustizia sommaria fai da te,pero' concordo il senso del tuo post delle 14:24 .Saluti