Messico sotto choc: 8.493 omicidi nel solo primo trimestre del 2019

La violenza, in particolare quella attuata dai cartelli della droga, ha raggiunto vette elevatissime. Gli omicidi nel Messico di Obrador sono aumentati del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2018

In Messico la violenza, in particolare quella attuata dai cartelli della droga, ha raggiunto vette elevatissime. Secondo i dati ufficiali del Segretariato Esecutivo del Sistema Nazionale di Pubblica Sicurezza, nel primo trimestre del 2019 sono stati registrati ben 8.493 omicidi, con un aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2018.

Lo scorso scorso era stato considerato il più violento nella storia del Messico. Gli oltre 33.500 omicidi che erano stati registrati indicavano il numero più alto da quando si tiene questo tipo di macabra contabilità (dal 1997). Ma il dato che riguarda i primi tre mesi del 2019 fa temere che la cifra complessiva di questo 2019 sarà ancora più alta di quella dell'anno precedente.

Il nuovo record contraddice le affermazioni del presidente di sinistra Andres Manuel Lopez Obrador (espressione della coalizione Juntos Haremos Historia, alleanza elettorale formata dal Movimiento Regeneración Nacional, dal Partido del Trabajo e dal Partido Encuentro Social) secondo cui gli omicidi non sarebbero aumentati durante la sua presidenza, iniziata a dicembre scorso.

Il presidente messicano ha incolpato della situazione i precedenti governi. "Ho proposto una riforma della costituzione in modo che l'esercito e la marina possano aiutarci", ha affermato Lopez Obrador, partecipando ad un evento organizzato dalla Marina militare (in ricordo del 105° anniversario della difesa patriottica del porto di Veracruz prima dell'invasione americana, avvenuta il 21 aprile 1914). Obrador ha difeso la creazione di una guardia nazionale, considerandola come una "strategia chiave" per combattere l'ondata di violenza che ha travolto il Messico da quando il governo ha dichiarato guerra ai potenti cartelli della droga nel 2006.

Da quell'anno il Messico ha registrato circa 250 mila omicidi, una reazione dei narcos allo schieramento dell'esercito per contrastare il loro strapotere. Il risultato, purtroppo, è che i cartelli messicani risultano appena sfiorati dall'offensiva delle forze dell'ordine e delle forze armate messicane mentre i danni collaterali che il paese centramericano ha sofferto sono davvero molto diffusi.

Lopez Obrador, durante la campagna elettorale, aveva criticato il lungo spiegamento di forze messe in campo dai precedenti governi ed aveva promesso di porvi fine, ma da quando ha assunto l'incarico di presidente l'offensiva massiccia anti narcos è continuata con le modalità precedenti.

"Ci preoccupiamo della sicurezza nazionale, della sicurezza interna, ma la cosa più urgente è garantire la sicurezza pubblica nel paese", ha detto López Obrador lo scorso venerdì santo durante una visita a Veracruz, città dove un gruppo armato ha ucciso 14 persone. Obrador ha sottolineato che il principale problema del Messico è la corruzione politica, che è "la causa principale della disuguaglianze economico-sociali, dell'insicurezza e della violenza".

Commenti

venco

Mar, 23/04/2019 - 11:32

Ed è un paese cattolico, dimostrazione lampante che il cattolicesimo del buonismo non funziona.

dagoleo

Mar, 23/04/2019 - 13:42

e Trump dovrebbe tenere le frontiere aperte per far entrare tutta questa bella gente? I sinistrati lo confermo, sono dei folli da manicomio.