Arruolava uomini per il jihad. Fermato un macedone a Mestre

Almeno due dei combattenti radicalizzati che aveva spedito al fronte sono già morti

Lo scopo dell'operazione era quello di arruolare mujaheddin che fossero pronti a lasciare tutto e andare ad unirsi alle schiere jihadiste sui fronti più caldi del Medioriente, dalla Siria all'Iraq. A gestirla erano un cittadino macedone, indagato e ora per fermato per arruolamento con finalità di terrorismo e un imam bosniaco che radicalizzava i "candidati" combattenti.

Il macedone è stato fermato dai carabinieri del Ros a Mestre. Le indagini su di lui hanno permesso di capire che avrebbe fatto partire per la Siria almeno tre foreign fighters passati dall'Italia, macedoni e bosniaci, due quali sarebbero rimasti uccisi tra il 2013 e il 2014. Il terzo sarebbe ancora al fronte.

Informazioni raccolte nell'ambito delle indagini avevano anche permesso, a maggio dello scorso anno, di espellere dall'Italia i cittadini macedoni Arslan Osmanoski e Redjep Lijmani, per motivi di prevenzione del terrorismo. Un cittadino marocchino, Jaffar Anass, non era stato espulso perché quando il provvedimento era stato emanato si trovava nel suo Paese d'origine.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Ven, 26/02/2016 - 09:21

Chissà perché questi reclutatori,che si professano islamici radicali,mandano alla macelleria sempre "gli altri": della serie "vai avanti tu che poi ti seguo".Assomigliano molto (ma in peggio) ai kommunisti per i quali vale il detto "kompagno tu lavori e io magno". Tradotto significa io sono il lupo e tu l'agnello,io te lo metto in quel posto e tu lo prendi e via dicendo.Schifosamente ipocriti,schifosamente falsi. JIHADISTI E KKOMMUNISTI,se li conosci li eviti.