Ministro chiede la pena capitale per l'omicidio di una ragazza

Il ministro della Giustizia Ayelet Shaked ha espressamente invocato la pena capitale nei confronti del palestinese Arafat Irfaya, accusato di aver ucciso la 19enne Ori Ansbacher

Hanno suscitato scalpore le parole del ministro della Giustizia israeliana Ayelet Shaked, che ha esplicitamente invocato la pena di morte nei confronti di Arafat Irfaya, il palestinese accusato di di aver ucciso una ragazza. Secondo il ministro, intervistata dalla televisione commerciale Canale 13, la pubblica accusa dovrebbe richiedere per Irfaya l'utilizzo della pena capitale, malgrado ad oggi sia prevista in Israele solo per pochi e specifici reati (come genocidio, crimini di guerra, crimini contro l'umanità, crimini contro il popolo ebraico e tradimento militare) e solo all'interno delle corti marziali.

La vittima è la 19enne Ori Ansbacher, figlia di un rabbino, uccisa pochi giorni fa nei pressi di una zona boscosa poco distante da Gerusalemme con due coltellate che l'hanno raggiunta al petto. La ragazza, tuttavia, proveniva dalla città di Tuqu', in Cisgiordania, proprio da quei luoghi dove i numerosi e contestati insediamenti israeliani sono stati spesso presi di mira dai palestinesi durante la cosiddetta "intifada dei coltelli".

La Shaked ha inoltre dichiarato: "Non dobbiamo nascondere la verità. Ha ucciso Ori in quanto ragazza ebrea", suggerendo in questo modo la possibilità, tuttora al vaglio degli inquirenti, che l'omicidio possa avere un movente di tipo politico e nazionalista. Il governo israeliano, nel frattempo, sta procedendo con la demolizione dell'abitazione di Irfaya, dopo un'ispezione compiuta nei giorni scorsi dai militari del genio. Secondo la stampa, a tradire il palestinese consentendo la sua cattura nei pressi di Ramallah - capitale di fatto della Palestina - sarebbe stato il suo Dna ritrovato sulla scena del delitto.

Esaudire la richiesta del ministro sarebbe però piuttosto difficile, se non impossibile. L'unico civile che sia mai stato giustiziato nella storia di Israele fu il criminale nazista Adolf Eichmann, condannato all'impiccagione nel 1962 per crimini di guerra commessi durante l'Olocausto. Già nel 2015, una richiesta per l'estensione della pena di morte nei confronti dei terroristi palestinesi venne respinta dal parlamento israeliano, mentre nel gennaio del 2018 è stata approvata in maniera preliminare una proposta di legge che consentirebbe ai tribunali militari di comminare condanne a morte in maniera più semplice rispetto ad oggi.