Quando i servizi segreti sentirono Jihadi John: "Non sono estremista"

L'inglese che si ritiene abbia decapitato gli ostaggi dell'Isis era nel mirino del Mi5. Ma c'è chi accusa: "Colpa loro se è diventato così"

Una registrazione che dura soltanto due minuti e che risale al 2009, ma che ha aggiunto benzina sul fuoco di chi già criticava Cage. Il gruppo britannico, che si occupa delle comunità colpite dalla guerra al terrorismo, è stato autore nei giorni scorsi di dichiarazioni molto controverse dopo che le autorità hanno identificato in Mohammed Emwazi, londinese, il Jihadi John responsabile per la morte per decapitazione degli ostaggi dello Stato islamico.

Nella breve registrazione, parte di un colloquio più lungo, Emwazi, che nel 2009 si era rivolto proprio a Cage, dopo un interrogatorio da parte dei servizi segreti britannici, racconta: "Hanno cominciato a mettermi in bocca parole che non avevo detto. Mi hanno minacciato e mi hanno detto 'ti teniamo gli occhi addosso'".

Asim Qureshi, responsabile dell'organizzazione, aveva parlato appena dopo l'identificazione di Emwazi di una persona "estremamente gentile e umile", dando ai servizi segreti la colpa per la radicalizzazione del 26enne londinese. E con il contenuto di questa registrazione, Cage vorrebbe in qualche modo dare forza al suo punto di vista.

Emwazi, originario del Kuwait, ma in Gran Bretagna da quando era piccolo, ricorda nella registrazione le domande che gli fecero i servizi segreti e di avergli risposto che gli attentati a New York e quelli a Londra erano indubbiamente "atti di terrorismo" contro persone innocenti, che volentieri avrebbe "fatto tornare in vita".

Il Mi5 aveva messo gli occhi su Emwazi nel 2009. Allora all'inglese era stato impedito di raggiungere la Tanzania. Ufficialmente era diretto lì per un safari con alcuni amici, ma il timore dei servizi era che volesse addestrarsi nei campi di al-Qaeda in Somalia. Per questo fu rimesso su un aereo per Amsterdam.

I servizi segreti persero d'occhio Emwazi nel 2013. Quell'anno l'inglese ricomparve in Siria, dove si unì alla lotta contro il regime di Bashar al-Assad, per poi passare con il sedicente Stato islamico.

Nei giorni scorsi Cage aveva pubblicato anche una serie di e-mail che Mohammed avrebbe spedito loro dopo il 2009, in cui si lamentava di una serie di misure prese contro di lui dalle autorità inglesi, che gli avevano per esempio negato un viaggio nel Kuwait.

Il punto di vista assunto da Cage sulla questione "Jihadi John" ha scatenato non poche polemiche in Gran Bretagna. Cameron ha difeso i servizi segreti e il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha sottolineato che le dichiarazioni del gruppo non sono molto distanti da una "apologia del terrorismo".

Commenti

scarface

Mar, 03/03/2015 - 17:04

Ho capito a quale gruppo appartiene il profeta Raoul...