Tensione al largo della Libia: motovedetta tunisina minaccia peschereccio di Mazara

La richiesta di supporto lanciata dal peschereccio End di Mazara del Vallo, che si trovava a circa 50 miglia al largo delle coste libiche. "La situazione si è subito chiarita"

La Marina Militare italiana è intervenuta ieri pomeriggio dopo una richiesta di supporto da parte del peschereccio End di Mazara del Vallo, che si trovava a circa 50 miglia al largo delle coste libiche. Il peschereccio è stato avvicinato da una presunta motovedetta tunisina che ne intimava lo spegnimento dei motori nonostante si trovasse in acque internazionali. Oltre all'End, erano presenti nell'area anche altri due motopesca italiani: il Gemma Primo e l'Anna madre, entrambi della marineria di Mazara del Vallo.

Subito dopo aver ricevuto la richiesta di supporto, il comando dell'operazione Mare Sicuro ha ordinato il decollo immediato dell'elicottero imbarcato in configurazione ASW (Anti Submarine Warfare) sul pattugliatore d'altura Cigala Fulgosi, che si dirigeva a tutta velocità verso la zona interessata.

Si legge nella nota della Marina.

“Non appena l'elicottero ha raggiunto il motopesca, la situazione si è chiarita e la motovedetta presunta tunisina si è allontanata verso sud”.

Il peschereccio End ha quindi ripreso la navigazione.

L’operazione nazionale Mare Sicuro è stata avviata il 12 marzo dello scorso anno, a seguito dell’evolversi della crisi libica che ha reso necessario un potenziamento del Dispositivo Aeronavale della Marina Militare dispiegato nel Mediterraneo Centrale – Stretto di Sicilia, al fine di tutelare gli interessi nazionali nell’area, esposti a crescenti rischi determinati dalla presenza di entità estremiste ed assicurare adeguati livelli di sicurezza marittima. L’operazione ha la missione di svolgere, a tutela degli interessi nazionali, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel mediterraneo centrale, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti. La Marina schiera in turnazione fino a cinque unità con elicotteri imbarcati e due sottomarini di supporto.

Commenti

lambi65

Lun, 12/12/2016 - 13:52

Cosa significa chiarita? Facciamoci rispettare, due razzi sparati alla motovedetta in acque internazionali, così la smettono con la violazione dei limiti territoriali.

blackindustry

Lun, 12/12/2016 - 15:09

Strano, solitamente prendiamo ordini anche da Croazia e Slovenia, con la Libia riusciamo a vincere Marina Militare vs Motovedetta libica...

Raoul Pontalti

Lun, 12/12/2016 - 15:33

Tutto all'italiana... Premesso che non viene indicata la posizione dei pescherecci italiani e ciò invece rileva perché non esistono solo le acque territoriali al di là delle quali si estendono le acque internazionali, ma esistono anche le zone contigue, le zone economiche esclusive le quali comprendono riserve di pesca, etc. su cui gli Stati rivieraschi titolari esercitano il controllo, cosa significa che la "presunta" motovedetta tunisina si è allontanata "verso sud"? o si trattava di una motovedetta tunisina con i diritti riconosciuti dal diritto internazionale della navigazione (diritto di fermo, visita, sequestro delle navi civili incrociate) o di altra cosa che andava identificata ai fini della repressione della pirateria. L'intervento della marina italiana non avrebbe portato all'identificazione della presunta nave tunisina? Roba da italiani come sempre...