La musica non ha confini

Persone di diverse origini ed etnie possono sempre condividere la gioia della melodia

Come tanti popoli anche i cinesi amano cantare. Il motivo inglese Silent Night è molto amato dai cinesi, mentre il motivo folcloristico cinese Gelsomino è molto apprezzato anche all’estero. Come recita il detto “La musica non ha confini”, persone di diverse origini ed etnie possono sempre condividere la gioia della musica. La Cina conta 56 nazionalità e molte canzoni di un’infinità di stili, dette “canti folcloristici”. La maggior parte dei canti folcloristici sono collegati all’ambiente di vita e alle usanze delle varie etnie, e secondo i contenuti, sono suddivisi in canti dei barcaioli (haozi), canti di montagna (shange) e toni minori (xiaodiao). Per la maggior parte sono anonimi e si sono trasmessi oralmente di generazione in generazione fino ad oggi. La Cina vanta una lunga storia musicale e un’infinità di strumenti musicali tradizionali, come lo huagu (il tamburo fiorito), il flauto di bambù, la suona (tromba), l’erhu (il violino a due corde) e il guqin (la cetra cinese).

Gli strumenti tradizionali non potevano mancare né in occasione di nozze e funerali né nei riti di corte e nelle cerimonie religiose. I diversi strumenti hanno un proprio repertorio classico e stile di interpretazione, per cui si sono tramandati un gran numero di motivi sin dall’antichità. A causa del loro stile etnico caratteristico, brani come “Fiori di prugno – tre variazioni”, “Liang Shanbo e Zhu Yingtai”, “La seconda sorgente riflette la luna” e “Notte di luna sul fiume di primavera” continuano ad essere molto apprezzati dal pubblico.