Nasa, 50 anni fa lo storico lancio dell'Apollo 7

L'11 ottobre del 1968 cominciava una nuova era spaziale con le missioni Apollo. Il primo equipaggio in orbita terrestre e il più lungo collaudo in volo della storia aerospaziale americana. L'Apollo 7 fece da apripista per la conquista della Luna.

La NASA esattamente cinquant'anni fa lanciò in orbita l'Apollo 7. Era l'11 ottobre del 1968 e una nuova serie di missioni spaziali stava per cambiare il corso della Storia.

A bordo del razzo vettore Saturn IB c’erano il comandante Walter Schirra, il pilota del modulo di comando Donn Eisele e il pilota del modulo lunare Walter Cunningham. In quella che fu una celebre dichiarazione d'intenti, l'allora Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy promise al suo Paese e al mondo intero che entro la fine degli Anni '60 avrebbe portato un americano sulla Luna. La missione dell'Apollo 7, la prima del neonato programma Apollo con un equipaggio a bordo in orbita terrestre, gettò le basi di quel sogno preparando il terreno ad un'altra missione ben più famosa che avrebbe permesso di raggiungere l'ambito traguardo poco meno di un anno dopo.

Lo scopo primario della missione era quello di testare l'affidabilità della navicella e di tutti i suoi sistemi, dimostrandone l'idoneità in fase di lancio e in volo attraverso una serie infinita di operazioni svolte dai tre cosmonauti con abnegazione e impegno per quasi 11 giorni. Quel lungo volo di collaudo fu anche l'occasione per testare le modifiche apportate ai sistemi dopo la tragedia dell'Apollo 1, missione precedente nella quale perirono tre astronauti. Ma la missione dell'Apollo 7 vanta anche un altro record: quello della prima trasmissione televisiva in diretta dallo spazio, grazie ad una telecamera a bordo che ha regalato a milioni di spettatori sulla Terra, inedite immagini in grado di colpire l'immaginario collettivo.

Apollo 1 - Fuoco fatale

La prima missione Apollo che avrebbe dovuto portare un equipaggio in orbita attorno alla terra fu chiamata Apollo Saturn-204 (AS-204) successivamente ribattezzata semplicemente Apollo 1. La NASA in quel 27 Gennaio del 1967 stava eseguendo dei test di lancio sulla rampa; a bordo del razzo c'erano Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee, gli astronauti designati per il primo volo di collaudo in orbita. Durante la simulazione scoppiò un incendio all'interno del modulo di comando che si propagò ovunque in pochi secondi e che provocò la morte dell'intero equipaggio. Fu anche grazie al loro sacrificio e alle numerose modifiche apportate dalla NASA in fatto di sicurezza (dopo quel triste avvenimento) che i loro successori ebbero la possibilità di mettere piede sulla Luna.

Il raffreddore segreto, gli Emmy Awards, l'avvistamento UFO

Sembra che pochi giorni prima del fatidico decollo, il comandante Schirra avesse preso un normalissimo raffreddore, lieve patologia che sulla Terra non ha praticamente nessuna grave conseguenza ma che nello spazio e in particolare in un ambiente chiuso e in condizioni di microgravità crea una rischiosa congestione delle vie respiratorie. Schirra non lo comunicò al Centro di Controllo di Houston per paura di essere sostituito all'ultimo momento e soprattutto lo tenne nascosto ad Eisele e Cunningham ai quali rivelò la cosa solo a missione ormai cominciata. Non si sa bene se poi anche gli altri due colleghi abbiano davvero preso la stessa affezione infettiva o se (come ammise una volta Cunningham) furono costretti a mentire soltanto per far credere che Schirra si fosse ammalato nello spazio e non prima di partire. Poiché sarebbe stato impossibile asciugare di continuo il naso coi kleenex per espellere una secrezione nasale consistente e incessante, in contrapposizione a precisi protocolli, i tre presero una scellerata decisione, scegliendo autonomamente di non indossare i caschi durante la delicata fase di rientro sulla Terra. La cosa creò rabbia e scompiglio tra i piani alti della NASA che vietò da quel giorno in poi simili comportamenti da parte di qualunque dei suoi astronauti.

Strano a dirsi, ma l'equipaggio dell'Apollo 7 vinse un Emmy, il più importante premio televisivo a livello internazionale. Durante gli 11 giorni di permanenza in orbita, i tre astronauti realizzarono le prime trasmissioni in diretta tv da un veicolo spaziale, regalando al mondo improbabili sketch e immagini suggestive dall'interno della loro navicella. Il "Walt, Wally e Donn Show" come amavano chiamarlo i tre cosmonauti, mostrò al mondo attraverso il tubo catodico, un interessante spaccato delle mansioni di un astronauta in una capsula spaziale. Il successo delle sette trasmissioni realizzate fu tale da convincere la National Academy of Television Arts and Sciences ad assegnare ai tre uno speciale Emmy Award, una volta atterrati.

Come se la missione non avesse regalato già abbastanza aneddoti, ci sarebbe da segnalare anche un fantomatico avvistamento di un oggetto volante non identificato di cui l'equipaggio dell'Apollo 7 sarebbe stato testimone. In rete ancora oggi circola un filmato realizzato in quei giorni in orbita che sembrerebbe mostrare uno strano oggetto che passa davanti al modulo roteando in maniera anomala. Correva voce che poi il filmato fosse stato manipolato goffamente per insabbiare una qualche verità che a quei tempi pareva essere troppo scomoda. Ma i voli interplanetari ci hanno abituato negli ultimi anni a decine di presunti avvistamenti, in alcuni casi spiegabili e in altri un po' meno. Difficile comunque stabilire a priori la veridicità di tali prove. L'unico elemento certo è che all'eterna diatriba tra scettici e ufologi si aggiunge un altro tassello della discordia, l'ennesimo.