Nasce Mbc Group, rivale saudita di Netflix

Oltre a promuovere all’estero l’immagine dell’Arabia Saudita e a controbattere alle “calunnie” veicolate da Netflix, Mbc Group dovrà orchestrare una “propaganda fortemente ostile” nei riguardi di Iran e Qatar

Il governo di Riyad ha in questi giorni annunciato la nascita di un proprio “colosso dell’intrattenimento e dell’informazione”. Obiettivo della casa reale è infatti dare vita a un’azienda statale in grado di “rivaleggiare con Netflix”.

Ad annunciare l’iniziativa è stato Abdullah bin Amer Al-Sawahah, ministro delle Telecomunicazioni del regno, ma, secondo la stampa occidentale, il vero promotore del progetto sarebbe il principe Mohammad bin Salman.

La società saudita specializzata nella realizzazione di contenuti multimediali sorgerà sulle ceneri del “gruppo Al Ibrahim”, network privato oggetto negli ultimi anni di diverse indagini per corruzione da parte della magistratura del Paese mediorientale. Obiettivo dell’esecutivo di Riyad è “rilanciare” tale azienda rendendola, sul piano finanziario, forte abbastanza da “sfidare Netlix”.

In base a quanto annunciato dal ministro delle Telecomunicazioni, il nuovo network si chiamerà Middle East Broadcasting Center Group (Mbc Group) e la sua proprietà sarà detenuta per il “60%” dallo Stato saudita. La quota restante delle azioni è stata accordata dalle autorità del regno ai membri della famiglia Al Ibrahim. Sede del gruppo chiamato a “rivaleggiare con Netflix” sarà Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, Paese alleato di Riyad.

Il ministro ha quindi dichiarato che l'obiettivo principale di Mbc Group sarà fare concorrenza al gruppo Usa nel mercato asiatico e in quello nordafricano dei contenuti audiovisivi, diffondendo, allo stesso tempo, un’“immagine positiva” dell’Arabia Saudita. La “creatura” di Mohammad bin Salman dovrà poi impegnarsi a “confutare le mistificazioni ai danni della casa reale” diffuse negli ultimi mesi da Netflix. Numerosi show prodotti di recente dall’azienda americana sono stati infatti bollati da Riyad come “promotori di tesi irrispettose delle istituzioni del regno”.

Oltre a promuovere all’estero l’immagine della nazione mediorientale e a controbattere alle “calunnie” veicolate dal network statunitense, Mbc Group dovrà orchestrare una “propaganda fortemente ostile” nei riguardi di Iran e Qatar, Paesi giudicati dalle autorità saudite “elementi di destabilizzazione dell’intero Medio Oriente”.

Commenti

cgf

Mer, 09/01/2019 - 17:49

sono proprio loro quelli che predicano bene e razzolano male. Ci sono cose che il denaro non compra, per fortuna. Poi trametteranno con soli uomini e le poche donne coperte da capo a piedi e magari con il proprio Mahram che, come nella vita di tutti i giorni, parlerà in vece e per conto della donna stessa? La polizia religiosa [esiste anche in Arabia Saudita] è sempre vigile e le pene sono severissime.