Nepal, sono più di 4.000 le vittime. 4 morti italiani, 40 gli irreperibili

Due speleologi e due scalatori uccisi dal sisma. Salvi i loro compagni. Ma dal ministero parlano di altri connazionali irreperibili. L'Italia offre aiuti anche per il patrimonio culturale. Pronto un aereo della Cooperazione

A due giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Nepal, continua a essere aggiornato il bilancio delle vittime e dei feriti, tra i locali come tra i numerosi turisti presenti nel Paese.

Anche i Paesi confinanti sono stati toccati dal sisma, che ha raggiunto una magnitudo di 7.9. Vittime in India e nel Tibet. Sono ormai più di 4100 i morti accertati, secondo i servizi d'emergenza, a cui bisogna aggiungere 7.500 feriti.

Tra gli italiani quattro vittime

Il sisma nepalese, il peggiore degli ultimi anni, ha ucciso anche in Tibet, dove i morti sono ora 25 e 117 i feriti e in India. E non ha risparmiato neppure alcuni cittadini italiani. Sono al momento due i connazionali trovati senza vita, travolti da una frana mentre erano in montagna, sul sentiero del Langtang Trek, a 3.500 metri di altezza.

Renzo Benedetti e Marco Pojer sono rimasti uccisi, con loro anche tre nepalesi che li accompagnavano: lo sherpa Sanga, 26 anni il cuoco Prem, 48 anni e l'aiuto-cuoco Dawa. Tutti e tre erano sposati e avevano figli.

Sono salvi due speleologi del Soccorso alpino. Giuseppe Antonini è uscito illeso dalla valanga che ha colpito Langtang, villaggio distrutto dal sisma, mentre Giovanni Pizzorni è rimasto ferito. È morto - ha confermato la compagna, Luisa Zappini - un terzo compagno, Oskar Piazza, come anche l'anconetana Gigliola Mancinelli, quarto membro del gruppo.

Se quattro sono le vittime accertate e trecento italiani sono stati rintracciati, la Farnesina annuncia però che sono in quaranta a mancare ancora all'appello.

Moltissimi i turisti nel Paese

Sono circa 300mila i turisti stranieri che in questi giorni si trovavano in Nepal, per turismo o per alpinismo. Molti cadaveri sono stati portati via dai campi che dalle pendici conducono alla cima dell'Everest, colpiti dalle valanghe staccatesi dalla montagna dopo le scosse.

Se le vittime e i feriti sono stati numerosissimi, anche il patrimonio culturale del Paese asiatico non è rimasto immune. Nella capitale nepalese è crollata la torre Dharahara, riconosciuta come patrimonio dell'Unesco. Questa mattina il ministero della Cultura italiano ha offerto, a fianco agli interventi umanitari, un aiuto "per la preservazione e il recupero del patrimonio culturale".

Pronto a partire un volo umanitario della Cooperazione italiana, che decollerà dalla base delle Nazioni Unite a Dubai, con a bordo beni di soccorso e generi di prima necessità.

Commenti

istituto

Lun, 27/04/2015 - 20:00

Il ministro per i beni culturali Franceschini ha dichiarato che il i danni al patrimonio culturale mettono a rischio l'identità del Nepal. Ah e le migliaia e migliaia di CLANDESTINI che andiamo a prendere di nostra iniziativa e che poi alloggiamo a spese nostre, QUELLI NON METTONO A RISCHIO LA NOSTRA IDENTITÀ ? No ?

Stefano Matera

Lun, 27/04/2015 - 20:43

i terremoti si provocano, leggi HAARP

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 27/04/2015 - 23:34

La sboldrina questa volta non piange?

paco51

Mar, 28/04/2015 - 08:47

Bisogn aiutarli, aiutare ,nei nostri limiti, tutti! ma credo di aver capito che il paese è simile ad un campeggio estivo dove non c'è governo e potere, organizzazione e stato. Sopratutto non ci sono risorse. Mi chiedo non è meglio per loro che si annettano ad un paese più grande, magari confinante in modo da salvaguardarsi? tanto dopo 10 gg. nessuno si interessa più a loro. Messi come sono e con le strutture che si vedono, secondo me , non hanno speranze