New York, cinema e miliardi: il Waldorf Astoria va a Pechino

Il governo cinese nazionalizza il colosso assicurativo Anbang che possiede lo storico hotel della Grande Mela

Da Wikipedia

Zitto zitto, a passi felpati, il Grande Dragone cinese allunga i suoi artigli su un pezzo di storia d'America. Così, senza che ci sia stato neppure bisogno di sputare fiamme dalle narici, il Grande Dragone (leggasi il governo cinese) è diventato proprietario del «Waldorf Astoria», il fastoso albergo al 301 di Park Avenue che insieme alla «Carnegie Hall» è un pezzo fra i più pregiati del mito americano.

Accade, per paradosso, ai cittadini della prima potenza mondiale, che da un giorno all'altro si vedono scippare un monumento che per i newyorchesi è come la Fontana di Trevi per i romani o il ponte di Rialto per i veneziani.

La storia è andata così. Già quattro anni fa il Waldorf Astoria, con la sua epopea di re e regine, presidenti, divi del cinema e grandi mafiosi passati per le sue suites, era finito nelle mani di Anbang Insurance Group, terzo gruppo assicurativo cinese per volume d'affari. Si dà ora il caso che Anbang rischi addirittura l'insolvenza per sospette attività illegali del suo patron. Sicché Pechino, che non vuole rischiare il collasso del gruppo assicurativo questa la tesi ufficiale - ha deciso di assumerne direttamente il controllo Waldorf compreso, dunque -.

Fondato nel 2004 dal signor Wu Xiaohui, un tipo che vantava legami personali con la famiglia del leader riformista Deng Xiaoping, Anbang è diventato nel volgere di pochi anni un colosso finanziario. Nel 2014 il colpo grosso: l'acquisizione del Waldorf Astoria per la cifra record di 1,95 miliardi di dollari. Da allora, un lento avvitamento a spirale, fino al dimissionamento del suo patron, Wu Xiaohui. Una mossa obliqua, si mormora a Wall Street, per consentire al governo di Pechino di mettere le mani in prima persona su un pezzo di storia americana, lucrando su un incommensurabile ritorno d'immagine.

Il Waldorf-Astoria Hotel non è solo il più celebre hotel di lusso di New York. Qui si sono scritti interi capitoli di american story. Tra gli anni Cinquanta e i Sessanta, ricorda una targa, vi abitarono il presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover e il generale Douglas MacArthur. Qui, al tempo della Prima Guerra mondiale, visse l'inventore Nikola Tesla. Mentre il Duca e la Duchessa di Windsor conservarono un appartamento nelle Waldorf Towers per molti anni.

Tra i frequentatori abituali anche i gangster Frank Costello, Benjamin «Bugsy» Siegel e Charles «Lucky» Luciano (per lui era riservata la stanza 39c). Cole Porter e Linda Lee Thomas possedevano un appartamento nelle Waldorf Towers, dove lei morì nel 1954. Nel 1955, anche Marilyn Monroe alloggiò all'hotel per diversi mesi. Come Paris Hilton, l'estroversa rampolla della famosa dinastia, che da piccola visse a lungo con la sua famiglia nell'hotel. Al Waldorf Astoria si svolsero le indagini sull'affondamento del Titanic nel 1912. E il destino volle che proprio John Jacob Astor IV, colui che costruì l'Astoria Hotel (che poi divenne parte del Waldorf-Astoria), morisse sul Titanic, mentre la sua seconda moglie Madeline, incinta di sette mesi, riuscì a sopravvivere.