"Non fu (solo) la fame a trasformare in cannibali i primi uomini"

Una ricerca inglese rivela: "Poche calorie dalla carne umana, le ragioni autentiche del cannibalismo sono altrove". Il dibattito: mangiare i morti era una forma funeraria?

Gli uomini delle caverne furono, occasionalmente, cannibali. Come lo furono i Neanderthal e gli altri “cugini” dell’homo sapiens. Ma la ricerca conclusa da uno scienziato britannico adesso rischia di capovolgere le convinzioni più radicate sul fenomeno. Se i nostri antenati si cibavano di carne umana non fu per necessità, né per fame.

Lo studio concluso dall'esperto di evoluzione umana James Cole dell’università di Brighton in Inghilterra, pubblicato dallo Scientific Report e ripreso, poi, dal Guardian, parte da un presupposto: la carne umana non è abbastanza nutriente. In tutto il corpo umano (rapportato, chiaramente, a quelli che erano i parametri dell’epoca) non ci sarebbero state che 144mila calorie di cui “utilizzabili” appena 32mila, quelle presenti nei muscoli vicini alle ossa a cui aggiungere le misere 376 calorie dei reni e le (appena) 128 garantite dalla milza. Ben poca cosa rispetto a tutti gli altri animali che l’uomo primitivo poteva cacciare, dal mammut (capace di fornire più di 3 milioni e mezzo di calorie) fino al cavallo (da 200mila calorie).

Certo, l’uomo si nutriva anche di piccoli animali – specialmente volatili – il cui apporto calorico sembra risibile ma per Cole, quegli uomini avevano le capacità e gli strumenti per andare a caccia con successo e perciò non si potrebbe ritenere, secondo questo ragionamento, che gli uomini fossero costretti a mangiarsi tra loro perché resi folli dalla fame. O, almeno, che questa della necessità possa essere l’unica spiegazione plausibile a tale comportamento accertato sui resti rinvenuti nelle grotte europee sparse tra la Francia, il Belgio e la Spagna.

Ciò, però, apre le porte a ragionamenti più complessi che potrebbero rivelare aspetti interessanti o comunque inediti sulla vita dei primi uomini sulla Terra. E il dibattito sta già iniziando ad agitare gli ambienti accademici fra chi ritiene che il cannibalismo possa essere identificata addirittura come un’arcaica forma funeraria o che si possa collegare alla “gestione” dei confini e della lotta fra gruppi per le risorse e per il territorio.

Commenti
Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Mar, 11/04/2017 - 14:04

il cannibalismo non è un segno di primitività ma di decadenza (Chesterton)