Notre Dame, gilet gialli a Macron: "La usa per non dire la verità"

Il presidente francese è stato accusato da Cristophe Chalencon, leader dei gilet gialli, di fuggire il momento della verità con cui avrebbe annunciato le riforme

I gilet gialli tornano alla carica contro il presidente francese Emmanuel Macron anche dopo l'incendio che ha colpito la cattedrale di Notre Dame. Anzi, è proprio dal rogo di Parigi che i gilet gialli, con uno dei loro leader più estremi, Cristophe Chalencon, sono tornati ad attaccare il capo dello Stato dicendo che "sfrutterà questa catastrofe", l'incendio appunto di Notre Dame, "per rinviare il momento della verità con il popolo francese. Non siamo nati ieri".

L'attacco di Chalencon a Macron, riferito ai microfoni di Adnkronos, si riferisce in particolare allo slittamento del discorso del presidente a causa dell'incendio della cattedrale. Il capo dell'Eliseo avrebbe dovuto annunciare alcune riforme molto importanti a conclusione del "Grande dibattito nazionale" per far fronte alle richieste dei gilet gialli. E per il leader dei gilet "sono uscite delle indiscrezioni su alcune misure che Macron stava per annunciare. È un test che ha fatto per capire le reazioni dei francesi". E per Chalcçon, tutto ciò che è avvenuto dall'incendio in poi è stato utile al presidente per divincolarsi dalle sue responsabilità sull'annuncio di queste misure.

Ma l'attacco di Chalencon riguarda anche quelle proposte dei privati per sostenere la ricostruzione della cattedale: "Sono gesti inappropriati. Sembra una competizione tra chi vuole offrire di più. Potevano aspettare un po' per manifestarsi. Sono queste le persone all'origine della crisi e della protesta del movimento dei gilet gialli. Simboleggiano la globalizzazione in tutto quello che c'è di peggiore", afferma Chalencon.