Nucleare, l'Iran si allea con Cina e Russia per rafforzare l’accordo

L’Iran parteciperà al summit internazionale previsto il 9-10 giungo nella città cinese di Tsingtao per adottare un piano di azione comune con Russia e Cina sulla questione del nucleare

Il presidente iraniano Rouhani in visita a uno degli impianti nucleari

Il presidente iraniano Hassan Rouhani volerà in Cina il prossimo giugno per partecipare a un summit internazionale alla presenza delle sue controparti cinesi e russe, in piena maratona diplomatica per salvare l'intesa nucleare, minacciato dal recente ritiro attuato dall’amministrazione Trump lo scorso 8 maggio.

Rouhani incontrerà il presidente della repubblica popolare cinese Xi Jinping a margine del vertice dei capi di stato dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) il 9-10 giugno, organizzata nella città costiera di Tsingtao (Qingdao). Anche il presidente russo Vlamidir Putin prenderà parte al summit.

L’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai è un'organizzazione intergovernativa regionale che riunisce ottoPaesi: Cina, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan, India e Pakistan. L'Iran ha solamente lo status di osservatore assieme ad Afghanistan, Belarus e Mongolia.

Nonostante non sia stato ancora ufficialmente messo all’ordine del giorno, parte del meeting internazionale verterà sicuramente sulla delicata questione e sui recenti sviluppi dell'accordo nucleare iraniano.

L’intesa nucleare con Teheran, siglata nel luglio 2015 a Vienna, è il frutto di intensi sforzi diplomatici raggiunti dopo circa un decennio di crisi.

Russia, Cina e Unione Europea, firmatari dell'accordo, stanno attualmente lavorando per mantenerlo saldo, dopo l’improvviso cambio di posizione degli degli Stati Uniti, che a loro volta hanno deciso di rincarare la dose annunciando la reintroduzione di pesanti sanzioni contro l’antica Persia.

La reazione di Teheran non si è fatta attendere. Pochi giorni fa, l'ayatollah Ali Khamenei ha minacciato di riprendere le attività militari di arricchimento dell’uranio, in caso gli stati europei decidessero di interrompere l’intesa di Vienna.

Ma Pechino, principale partner commerciale di Teheran, ha affermato la sua disponibilità a continuare a dialogare con l’Iran nonostante il ritiro degli Usa. Quest’occasione ha permesso alla Cina di continuare ad estendere il proprio territorio d’influenza nel continente asiatico. L’obiettivo di Pechino è il rafforzamento delle proprie attività in Iran, in vista dell’imminente dietrofront delle società americane e probabilmente anche europee, a causa delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.