Da Obama milioni ai palestinesi. E Trump vuole tornare indietro

Il Dipartimento di Stato promette modifiche allo stanziamento in extremis

Una decisione dell'ultimo minuto, con cui l'amministrazione Obama ha stanziato 221 milioni di dollari, destinandoli ai palestinesi, dovrà ora passare lo scrutinio degli uomini di Trump, dopo che dal congresso sono arrivate critiche alla scelta.

Lo dice il Dipartimento di Stato, che ha promesso di dare un'occhiata al pagamento e aggiustamenti per assicurare che sia in linea con i punti cardine della visione del mondo del nuovo presidente e il suo approccio "America first".

La notifica del pagamento da parte degli Stati Uniti è arrivata venerdì, a poche ore dal giuramento di Trump, annunciata da John Kerry e subito seguita dalle critiche di Kay Granger, senatrice repubblicana del Texas, che si è detta "profondamente delusa", aggiungendo che i soldi non andranno direttamente all'Autorità palestinese, tuttavia finanzieranno "programmi nei Territori palestinesi che sono ancora sotto lo scrutinio del Congresso".

I finanziamenti, che arrivano dall'Agenzia per lo sviluppo internazionale, sono destinati a Cisgiordania e Gaza. Da tempo l'amministrazione Obama premeva perché fossero sbloccati.

La nuova amministrazione ha messo in chiaro più volte quale sia la sua posizione su Israele e Palestina, assicurando di voler valutare lo spostamento dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme.

Commenti

gian paolo cardelli

Mer, 25/01/2017 - 11:14

Speriamo che non partano: l'unico modo per risolvere il problema è mandare in miseria i sedicenti "leaders palestinesi"!