Orrore Isis, un bambino decapita un prigioniero

Un nuovo video di propaganda dello Stato Islamico mostra un ragazzino minacciare l'occidente e poi impugnare un coltello e decapitare un prigioniero, allertando che questa sarà la fine riservata a tutti i nemici del Califfato

L'Isis continua a produrre i video dell'orrore e nell'ultima registrazione quello che impressiona è l'utilizzo dei bambini come strumento di propaganda e di brutalità senza confini. Non sono nuovi i miliziani dello Stato Islamico a fare dei bambini i propri boia, l'innocenza che ammazza l' innocenza, il simbolo dell'assenza di ogni male che si trasforma nell' artigiano dei peggiori incubi del nostro presente.

Ed è così che nell'ultimo filmato di propaganda del Califfato la tragedia raggiunge degli apici di brutalità che ancora non si erano visti. Un bambino di origine africana, figlio di Abu Darda, il combattente dell'Isis morto durante un raid, getta a terra un prigioniero con tuta arancione. L'uomo, Muhammad Tabsho, è accusato di essere membro del Fronte del levante. Il ragazzo dopo averlo fatto sdraiare, lo sgozza, poi lo decapita e infine pulisce il coltello nella barba della sua vittima.

Una scena di un'atrocità abbacinante e il ragazzo non risparmia neppure minacce all'occidente. Nei 18 minuti di durata del video il giovane mette in guardia qualsiasi soldato statunitense calpesti il suolo dello Stato Islamico e poi punta il dito contro tutte le organizzazioni ribelli presenti in Siria e appoggiate dagli States allertandole della loro prossima distruzione.

L'Isis aveva utilizzato in altri video messaggi i bambini. Sino ad ora la crudeltà assoluta aveva portato gli uomini del Califfo a far impugnare le pistole ai ragazzini e a fargli sparare, ora la barbarie è diventata ancor più ferina spingendo un ragazzo di una decina d'anni a commettere il disumano gesto della decapitazione, marchio di fabbrica degli uomini in nero.

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Ritratto di giangol

giangol

Dom, 07/02/2016 - 08:21

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