"Il pilota del disastro aereo in Colombia non fece rifornimento"

Per la compagnia scelse di non fermarsi. "Ma non era un novellino. Indaghiamo"

A tre giorni dalla tragedia aerea che ha portato alla morte di 71 persone nello schianto di un aereo che era diretto a Medellin, con a bordo anche il team brasiliano della Chapecoense, si continua a lavorare per ricostruire la vicenda e la voce della compagnia aerea si unisce al brusio che circonda la realtà.

A parlare è Gustavo Vargas, rappresentante della LaMia, che al quotidiano boliviano Pagina Siete parla di responsabilità del comandante dell'aereo, sostenendo che sia stata sua la scelta di saltare la sosta per il rifornimento a Bogotà, per volare direttamente su Medellin.

Ad otto miglia dall'aeroporto, quando l'aereo della LaMia stava sorvolando le Ande, l'aereo è rimasto senza carburante e senza elettricità. In un audio pubblicato dalla stampa sudamericana gli ultimi drammatici messaggi con il controllo aereo, in cui il pilota annuncia la condizione estramente critica in cui si trova il velivolo che sta portando.

La Chapecoense, che era attesa a Medellin per partecipare alle finali di Coppa America, non ce l'ha mai fatta. Solo sei persone sono uscite vive dal disastro aereo, per una responsabilità che secondo la compagnia è del pilota. La stessa compagnia ricorda però che non si sta parlando di un novellino, ma piuttosto di un uomo "con molta esperienza, che si era addestrato in Svizzera".

Da capire, ora, è perché abbia preso quella decisione di volare direttamente su Medellin. Una valutazione sbagliata? Forse. O forse qualcos'altro.

Commenti

Fjr

Ven, 02/12/2016 - 14:07

Facile dare addosso al pilota, difficile dimostrarlo se alle spalle aveva molte ore di volo ed esperienza, anche Sully da tutti considerato un'eroe ,e lo era veramente,riuscì in un impresa che nessun'altro aveva mai provato, far ammarare un A320-214 sull'Hudson,salvando tutte le persone a bordo,subì una inchiesta quasi come se la sua fosse stata una scelta avventata, oggi quella manovra penso resterà nei manuali di istruzione dei piloti

Ritratto di navigatore

navigatore

Ven, 02/12/2016 - 16:37

purtoppo e´una realta´il comportamento inqualificabbile del comandante per ragioni economiche e´un dato di fatto.e te lo scrive un vecchio che del volo ha fatto vita ed esperienza sin dal 1960.

FRANKBENELLI

Ven, 02/12/2016 - 17:53

C'è qualcosa d poco chiaro in questa tragica vicenda: ad un pilota "non novellino" tutto si può rimproverare ma non la leggerezza di pilotare un aereo di linea con "esiguo" carburante nei serbatoi. Ancor più inverosimile la decisione di non fermarsi per un ragionevole rifornimento per raggiungere "alla spera in dio" la destinazione finale. Ci deve essere dell'altro che la scatola nera non è "in grado" di...illustrare.

sparviero51

Ven, 02/12/2016 - 18:49

QUESTO ,PURTROPPO , È QUELLO CHE CAPITA A QUELLI TROPPO BRAVI E CHE PRENDONO PER BIBBIA LE RACCOMANDAZIONI DELLE COMPAGNIE AEREE SUL RISPARMIO DI COMBUSTIBILE . HO VOLATO PER 30 ANNI E SO QUELLO CHE DICO E SCRIVO !!!

Martinico

Sab, 03/12/2016 - 06:12

sparviero51 Hai perfettamente ragione. Anche io come ex pilota, conosco certe manovre non molto "eleganti"... In gergo Brasiliano si chiama "Economia porca" quando pur non avendo molto combustibile, procedi ai calcoli per arrivare oltre confine dove il costo del carburante è assai inferiore. Questo spesso capita alle piccole compagnie aeree. Il comandante del volo in argomento aveva una autonomia di circa 3.000 Km a fronte di un volo della stessa distanza. Il calcolo era quello di un atterraggio già a turbine praticamente spente.

stefano.colussi

Sab, 03/12/2016 - 06:23

condivido sparviero51 .. ciao ..