Il presidente Abu Mazen dimesso dall'ospedale a Ramallah

Ma la Cisgiordania senza un erede politico non può dormire sonni tranquilli

È stato dimesso dall'ospedale il presidente palestinese Abu Mazen, che due domeniche fa era stato di nuovo ricoverato, per la terza volta in una settimana, per ragioni che non erano state immediatamente chiare.

L'82enne leader palestinese era stato prima operato a un orecchio e poi portato di nuovo all'Istishari di Ramallah, secondo fonti palestinesi per "una polmonite e febbre", nonostante altre voci parlassero di dolori al petto e di una corsa verso l'ospedale della città in Cisgiordania.

"Voci di entità discutibile", così le aveva definite ieri Fatah, il partito di Abu Mazen, avevano ignorato le indiscrezioni che volevano il presidente in condizioni gravi, se non addirittura morto. ''Grazie a Dio sto lasciando l'ospedale in buona salute e tornerò al
lavoro domani'', ha detto invece oggi il presidente dell'Autorità nazionale palestinese.

Le notizie sulla salute del presidente palestinese erano seguite con particolare apprensione in Cisgiordania, perché al momento non c'è chiarezza sul nome di chi potrebbe prendere il posto dell'anziano politico, in un contesto in cui elezioni regolari non si tengono da più di dieci anni.

Hamas, il partito islamista che controlla Gaza, potrebbe approfittare della situazione per espandere la sua influenza, dopo che il dialogo per l'ennesimo tentativo di costituire un governo d'unità palestinese è di fatto naufragato. A marzo il presidente era sfuggito a un attentato, quando una bomba era esplosa nella Striscia al passaggio del suo convoglio nella zona di Beit Hanoun.

Nonostante le rassicurazioni che arrivano dai palestinesi, per i servizi segreti di Israele la salute di Abu Mazen è "in costante peggioramento da marzo", quando era sbarcato negli Stati Uniti per una visita ufficiale.