Prete difende i diritti dei migranti, lo minacciano di morte e lo obbligano a dimettersi

In Germania un sacerdote cattolico ha lasciato la parrocchia dopo aver ricevuto minacce di morte per le sue prese di posizione in favore dei diritti degli immigrati

Olivier Ndjimbi-Tshiende è un prete cattolico di origini congolesi a cui è stata assegnata una parrocchia a Zorneding, in Baviera.

Noto per le sue prese di posizioni a difesa dei diritti dei migranti, padre Ndjimbi ha dovuto lasciare la propria chiesa in cui lavora dal 2012 per le minacce di morte che da settimane continuano a perseguitarlo.

"Mi hanno scritto dicendomi che mi avrebbero portato ad Auschwitz - ha spiegato il sacerdote ai media bavaresi - Un abitante della zona mi ha anche detto che mi sarebbero venuti a prendere appena dopo la Messa della sera".

A trascinare padre Ndjimbi nell'occhio del ciclone è stata la polemica con un'esponente locale della Csu, il partito dei cristiano-sociali alleati di Angela Merkel. Il segretario locale del partito, Sylvia Boher, aveva definito "invasori" gli immigrati che arrivano in Germania, scatenando l'ira del religioso. Come non bastasse, il numero due della signora Boher si è rivolto al prete chiamandolo "il nostro negro".

Quindi, riferiscono i media tedeschi, dopo molte minacce anonime il sacerdote ha deciso di lasciare la parrocchia. "Non avete idea di quello che ho passato - ha spiegato - La pressione era troppo grande e io ero esausto".

L'episodio che lo ha visto protagonista è indicativo del clima di esasperazione e intolleranza che si è ormai creato intorno all'immigrazione di massa fra vaste fasce dell'opinione pubblica tedesca. Mentre l'opposizione di destra al governo di Angela Merkel continua a moltiplicare i consensi, si intensificano anche gli attacchi ai centri di accoglienza e le violenze fra migranti e locali.

@giovannimasini

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Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 08/03/2016 - 13:00

La colpa del prete filo migranti è quella di tollerare il guerrafondaio Obama che con l'aggressione provoca le migrazioni dei bombardati profughi e la conseguente infiltrazione dei terroristi islamici. Ora, evidentemente il razzismo negro causa il razzismo bianco.

Sleeper

Mar, 08/03/2016 - 13:26

Fatto bene! Basta preti che predicano a favore di un'immigrazione incontrollata che è contro la gente, contro la cultura occidentale e la chiesa stessa, contro la sicurezza dei cittadini, pagata dagli stessi contribuenti costretti a subirla passivamente da governi imbelli ed inmbecilli. Basta!

marco.olt

Mar, 08/03/2016 - 14:15

Bene fuori dalle palle i collaborazionisti della invasione. Che ritorni in Africa ad aiutare a casa loro i suoi confratelli. Troppo comodo il welfare esteso a tutto il mondo fatto alle spalle dei sacrifici del lavoro di pochi.

Raoul Pontalti

Mar, 08/03/2016 - 14:55

(Ivan i commenti razzisitici e apologizzanti un reato li ammetti, la mia facezia irriverente nei confronti dei polacchi invece no...) No! ad Auschwitz no! Lì ci stanno ora polacchi sempre ubriachi di vodka...

risorgimento2015

Mar, 08/03/2016 - 15:06

Bisogna usare la stessa "politica" con I BUONISTI D'ITALIA.... smetterano di sentirzi superriori!