Primarie democratiche, giovane attivista umilia un big del partito. Trump esulta

Le primarie democratiche nello Stato di New York registrano una batosta per Joe Crowley, attuale capogruppo alla Camera, sconfitto dalla giovane attivista ultra liberal Alexandria Ocasio-Cortez

Grosso guaio a New York. Non è il remake del film con Jurt Russell del 1986 (Grosso guaio a Chinatown). Il cinema non c'entra nulla, si tratta di politica. Le primarie democratiche dello stato di New York hanno causato un grosso tonfo, con un'attivista di 28 anni, Alexandria Ocasio-Cortez, che ha letteralmente umiliato Joe Crowley, capogruppo alla Camera, considerato da molti il possibile erede di Nancy Pelosi alla guida del partito dell'asinello. Dopo aver lavorato per Bernie Sanders, nel 2016, Ocasio-Cortez ha strappato un bel risultato confermando il trend degli ultimi mesi, con donne, liberal ed esponenti delle minoranze (nonché millennial) che sono riusciti ad affermarsi battendo candidati di maggior peso ed esperienza.

Quasi lo stesso è avvenuto nel Maryland, dove l'ex presidente della Naacp, Ben Jealous, ha conquistato la nomination per sfidare il governatore. Jealous aveva il sostegno di Sanders. Un'altra attivista, Dana Balter, si è imposta alle primarie per la Camera nello stato di New York.

"Ogni persona che questa sera è qui ha cambiato l'America, questa non è la fine ma è solo l'inizio", ha detto Ocasio-Cortez festeggiando la vittoria con un programma ultra liberal, che
prevede l'abolizione della polizia anti-immigrazione( Ice) e l'assistenza sanitaria pubblica (Medicare) per tutti.

A mettere il sale sulla ferita di Crowley è arrivato un tweet del presidente Trump, che si è tolto un sassolino dalla scarpa: "Wow! Un grande hater di Trump, il congressman Joe Crowley che molti indicavano come successore di Nancy Pelosi, ha perso le sue primarie. In altre parole, è fuori! E' una grande sorpresa che nessuno aveva previsto", ha aggiunto il presidente, visibilmente soddisfatto per il risultato. Trump ha rincarato la dose ricordando allo sconfitto che "avrebbe dovuto essere più gentile e rispettoso nei confronti del suo presidente".

Gop, nomination South Carolina al governatore vicino a Trump

Sul fronte repubblicano si registra la vittoria del governatore del South Carolina, Henry McMaster, che si è imposto sullo sfidante John Warren, imprenditore outsider, fermatosi al 46% dei consensi. Fedelissimo del presidente, McMaster era stato uno dei primi a scendere in campo a favore dell’allora candidato Donald Trump nelle primarie presidenziali del 2016. McMaster, già vice governatore, aveva preso il posto della governatrice in carica Nikki Haley, nominata da Trump ambasciatrice americana alle Nazioni Unite. La sfida a novembre lo vedrà impegnato contro James Smith, il candidato governatore democratico.