Il processo per il Brexit al via entro marzo 2017

Il premier May ha una data in mente: in pochi mesi al via il processo formale

La data in cui il Brexit, il processo per l'uscita dall'Unione Europea avrà ufficialmente inizio, è stata stabilita. Succederà tutto prima della fine di marzo del prossimo, ha dichiarato oggi il premier britannico Theresa May, a cui i media britannici chiedevano delucidazioni sulla tabella di marcia.

"Attiveremo il processo prima che termini il mese di marzo del prossimo anno", ha detto alla Bbc, nel giorno in cui ha il via il congresso annuale del Partito conservatore. Entro pochi mesi l'iter perché il Brexit diventi realtà sarà avviato.

Il primo passo - scrive il Telegraph - per lasciare l'Ue è l'abrogazione dell'European Communities Act del 1972, il là vero e proprio per l'intero processo.

In parlamento approderà un "Great Repeal Bill", che riporterà tutto il potere nelle mani dei parlamentari e dei pari. Utilizzando l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, inizierà il percorso di due anni che porterà al divorzio definitivo.

L'annuncio della May, aggiunge il quotidiano britannico, è il primo impegno concreto da che a luglio ha preso il suo posto da primo ministro.

Commenti

paolonardi

Dom, 02/10/2016 - 13:57

Fortunati gli inglesi che si libereranno del giogo comunitario. Considerazione a latere: dove sono gli sfaceli preannunciati dai burocrati e simpatizzanti socialisti.

Raoul Pontalti

Dom, 02/10/2016 - 14:49

@paolonardi gli sfaceli si sono già avviati ma in modo lento e subdolo come (sei medico e capirai perfettamente la similitudine) nel diabete. La svalutazione della sterlina ha favorito il turismo ma non le esportazioni, inoltre sono crollate le importazioni (rese più care) e soprattutto si fanno meno affari: l'incertezza sui tempi e soprattutto sulle modalità dell'uscita dalla UE rendono le imprese restie a stipulare contratti a lungo termine. Il PIL britannico è già stimato al ribasso per l'anno in corso e per il prossimo, mentre aumenta la disoccupazione per l'avviata emigrazione di alcune imprese. Col tempo si vedranno tutti i segni dello sfacelo: abbi pazienza...

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TizianoDaMilano

Dom, 02/10/2016 - 18:43

@ Pontalti scrive: Il PIL britannico è già stimato al ribasso per l'anno in corso e per il prossimo, mentre aumenta la disoccupazione per l'avviata emigrazione di alcune imprese. Noi invece andiamo alla grande: SPEZZEREMO LE RENI ALLA PERFIDA ALBIONE.

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Leonida55

Dom, 02/10/2016 - 18:59

@Raul Pontalti - Nel frattempo però loro crescono e l'Europa sta implodendo. Spero che sia giusta la sua analisi, ma se non accade, i nfuturo ci fa una bella figura da Monti. Si ricorda? Vedeva la luce in fondo al tunnel. Illuso. E tanti cocomeri ci credevano e lo votavano.

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Zohan

Dom, 02/10/2016 - 21:19

Pur di uscire da questo carrozzone di pazzi traditori e negrofili io sono disposto a fare degli ulteriori sacrifici. Pane e acqua ..ma senza negri e mussulmani del mio glande che circolano sotto casa

Arethusa

Lun, 03/10/2016 - 06:03

Non ci sarà alcuna riduzione nè del PIL nè delle aziende (non sono mica pazzi), anzi l'Inghilterra avrà ancor più chances di far crescere le proprie industrie e ridare lustro al mercato finanziario di Londra. Forse Pontalri ha la memoria corta; provi a ricordare la rinascita dell'Islanda.

Raoul Pontalti

Lun, 03/10/2016 - 15:04

@Arethusa io avrò memoria corta ma Tu hai ignoranza lunga....L'Islanda non ha abbandonato la UE perché non vi è mai entrata e non vi può entrare per il disordine dei suoi conti pubblici. Viene mantenuta dagli USA per l'importanza strategica (membro NATO) per cui quei parenti dei trichechi possono scialare tranquillamente (per fortuna sono quattro gatti: 320.000 abitanti). La disgrazia finanziaria che si abbatté sull'Islanda nel decennio trascorso non ha nulla a che vedere con la UE bensì con l'ingorda e dissennata voracità di quei pinnipedi. Ricordo che l'Islanda, occupata da truppe USA durante l'ultimo conflitto mondiale, fu costretta a dichiararsi indipendente dalla Danimarca nel 1944 in vista anche degli equilibri geopolitici del dopoguerra. Peraltro l'Islanda fa parte dello Spazio Schengen insieme con altri tre paesi extra UE: CH, FL e N.