Thailandia, l'allenatore ora rischia il processo

Rischia il processo l'allenatore dei baby calciatori thailandesi

Processo possibile per l'allenatore dei 12 ragazzi intrappolati nella grotta in Thailandia.

Sono stati tutti salvatitra domenica e lunedì, dalla grotta di Tham Luang e resteranno in quarantena almeno una settimana solo per accertamenti. Solo un ragazzino presenta lievi sintomi di polmonite.

L’unica anomalia riscontrata in tutti i soggetti è il tasso di globuli bianchi più alto della norma. Al momento sono ricoverati all’ospedale Prachanukroh di Chiang Rai.

Durante questa odissea hanno perso in media 2 chili a testa ma le loro condizioni non sono preoccupanti. I piccoli calciatori sono riusciti a mantenere i nervi saldi durante tutta la loro avventura durata 18 giorni.

Sono sempre stati lucidi e hanno seguito alla perfezione le indicazioni dei soccorritori.

Anche il loro allenatore, Ekkapol Chanthawong, chiamato dai ragazzi “Coach Aek”, è uscito sano e salvo da questa esperienza ma, a preoccuparlo ora, è il processo a cui probabilmente andrà incontro. Sembra infatti non avesse il permesso per portare la sua squadra all’interno della grotta.

Il processo online è cominciato quasi subito, in quanto ritenuto responsabile della disgrazia che stavano vivendo i giovani calciatori. Duri i commenti nei confronti del coach che sono arrivati da Facebook, descrivendolo come irresponsabile.

Aek, 25 anni, è stato l’ultimo a vedere la luce, assicurandosi, prima di uscire dalla grotta, che tutti i suoi “Cinghiali” fossero salvi. Li ha protetti e aiutati come un padre, lui che è orfano di entrambi i genitori fin da piccolo.

Sua zia, Upon Sriwichai, in attesa del salvataggio, ha raccontato a The Australian di come il giovane sia diventato forte fisicamente e psicologicamente dopo la sua esperienza buddista all’interno di un monastero. Si era detta certa che il suo ragazzo sarebbe riuscito a infondere tranquillità e serenità anche agli altri.

Durante le due settimane trascorse sottoterra, è infatti riuscito a insegnare ai baby calciatori le tecniche buddiste di rilassamento, imparate nel monastero . I soccorritori che lo hanno salvato dicono inoltre che è molto debilitato, perché ha rinunciato spesso alla sua porzione di cibo per darla agli altri componenti della squadra.

Il capo della Polizia di Mae Sai ha detto di non escludere la possibilità che la vicenda possa avere conseguenze legali nei confronti di Aek. Il suo avvocato però crede si risolverà tutto ed esclude un processo perché “la legge tiene conto dell’intenzionalità, che in questo caso non c’è: quando sono entrati nella grotta ancora non pioveva”.

L’incubo per i 13 ragazzi è comunque finito, ora si spera solo possano dimenticare questa brutta avventura.

Commenti
Ritratto di Menono Incariola

Menono Incariola

Mer, 11/07/2018 - 13:47

Probabilmente in futuro quei ragazzi ringrazieranno il destino per aver insegnato loro quelle tecniche. Col senno di poi, questo spiega bene la felice conclusione di tutta la vicenda. Mi ero infatti chiesto come fossero riusciti a farsi bastare l'aria.

evuggio

Mer, 11/07/2018 - 13:51

mi sgomenta pensare che ci sia qualcuno (tranne l'avvocato difensore che svolge il suo compito) che possa pensare che l'unico responsabile di questa terribile disavventura di 12 giovinetti possa cavarsela con una semplice "strigliata". A meno che ci si prostri definitivamente a criteri antitetici ai principi civili

frank173

Mer, 11/07/2018 - 14:35

Direi che il processo è d'obbligo.

MASSIMOFIRENZE63

Mer, 11/07/2018 - 15:01

Questo allenatore è un demente. E' ovvio che se entri in un cunicolo di una grotta, basta che c'è un allagamento o una frana, e sei in trappola. Lui ha rischiato la vita di 12 ragazzi e di dara un dolore enorme alle loro famiglie + ha fatto spendere un sacco di soldi al governo thailandese per il salvataggio. Si merita una punizione calibrata per la sua enorme idiozia ci sta tutta e attenzione che le carceri thailandesi sono terribili (vedi famoso Bangkok Hilton).

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elkid

Mer, 11/07/2018 - 15:23

---credo che alla fine il processo si farà ed il coach sarà pure condannato --ma la pena sarà lieve --sia perchè non è morto nessuno--sia perchè si terrà presente la preterintenzionalità dell'azione---avendo letto qualcosa di biografico su questo coach che poi in fondo è ancora un ragazzo di 25---accetterà di buon grado la pena---come espiazione della colpa di leggerezza di cui si è macchiato---in alcune culture asiatiche e a chi crede nel buddismo ancor di più--assumersi le proprie responsabilità è un dovere morale---ricordate la notizia di quell'imbarcazione che affondò causando la morte di molti passeggeri?--il comandante asiatico si uccise prima del processo --ritenendo di essere il responsabile della morte di altre persone e non potendo vivere col rimorsp----capito comandante schettino?--swag

Vigar

Mer, 11/07/2018 - 15:49

Bene per il processo. E che siano severissimi con lui. Ma non credo che ci sia problema, penso che in Thailandia la giustizia funzioni meglio di qui.

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pravda99

Mer, 11/07/2018 - 15:59

elkid, e` morto un soccorritore...E a 25 anni quello e` maggiorenne e vaccinato da un bel po'. Altro che "leggerezza". Per me e` galera. E lunga.

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Leonida55

Mer, 11/07/2018 - 16:19

@Pravda - questa volta sto dalla parte di @Elkid.

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elkid

Mer, 11/07/2018 - 17:08

---pravda99--alle volte sei ingenuo --la morte del soccorritore non la si può addossare al ragazzo---se tu appicchi fuoco ad una catapecchia abbandonata --arrivano i pompieri di viggiù in gran fretta e cominciano a spegnere il fuoco --ed uno di essi muore nell'adempimento del suo lavoro---i giudici ti accuseranno di incendio doloso è ovvio--mica della morte del pompiere--che può essere stata causata solo da imperizia dello stesso--per quanto riguarda i 25enni poi--io ho fatto il raffronto coi raga italioti --che a quell'età ed anche oltre sono ancora dei vili bamboccioni--in russia a 16 si è già fuori casa--

MARCO 34

Gio, 12/07/2018 - 09:16

Bene forse è giusto che questo ragazzo venga sottoposto a processo ma, mi domando perché non dovrebbe essere lo stesso per i tanti imbecilli che si avventurano in montagna e in mare provocando l'intervento della protezione civile e della guardia costiera, il cui compito è quello di prevenire certe situazioni e non intervenire a misfatto compiuto con spese enormi. Io penso che ci sarebbe un deterrente: fatto salvo l'intervento per il salvataggio della vita, farei pagare loro tutte le spese relative nonché le spese di ricovero ospedaliero ed un eventuale processo per procurato allarme