Ma quale crisi, il porno in Brasile va a gonfie vele

In controtendenza con tutti gli altri settori, la filmografia hard nel paese del samba sta vivendo un boom senza precedenti. A causa della svalutazione della moneta locale, decine di registi stranieri hanno infatti iniziato a produrre qui le loro opere artistiche "a luci rosse"

Il Brasile è in crisi ma - mentre governo e banche private fanno una pressione senza precedenti sulla Banca Centrale perché quest’ultima liberi almeno 35 miliardi di euro per aiutare le 15 maggiori aziende del paese che, da sole, hanno debiti in scadenza per 50 miliardi di euro - c’è un settore che proprio grazie alla crisi ha ripreso a “tirare” come non mai: quello della filmografia porno, in tutte le sue varianti.

Grazie alla svalutazione di quasi il 100% del real, la moneta verde-oro, sul dollaro, da fine 2015 il Brasile è infatti richiestissimo dai produttori stranieri di film hard.

A descrivere questo boom è il quotidiano più letto del paese del samba, la Folha de Sao Paulo, che per celebrare quest’attività in contro-tendenza - oggi in Brasile ogni giorno che passa ci sono 282 disoccupati in più - ha intervistato alcuni nomi di spicco del mondo “a luci rosse” brasiliano.

“Non ci ho mai dato dentro così duramente come da un anno a questa parte” assicura Pérola Mineira, stripper ed attrice porno, mentre la sua collega Hilda Brazil, 28enne che da un decennio bazzica i set dell’hard, da gennaio a marzo di quest’anno ha già ricevuto proposte per girare addirittura cinque film. “Non ce l’ho fatta a dire di sì a tutti”, spiega quasi scusandosi lei che, sino al 2015, girava al massimo sei film all’anno.

Il motivo di tanto interesse da parte degli stranieri è soprattutto dovuto ai prezzi bassi. “Con il real svalutato produrre un film porno con la stessa qualità tecnica di quelli Usa e un profilo più diversificato di attori – racconta il producer canadese Adam X – qui costa la metà”. Del resto il cache medio delle migliori attrici porno in Brasile è di 3mila reais, l’equivalente di 700 dollari e, garantisce Clayton Nunes di Brasileirinhas, “la qualità del prodotto è assicurata”.

Commenti
Ritratto di marco piccardi

marco piccardi

Lun, 11/04/2016 - 15:03

altro esempio, se ve ne fosse ancora bisogno, di come I governi comunisti portano al tracollo le nazioni che sgovernano. il brasile, come il Venezuela sono terre meravigliose e ricchissime di materie prime ma tutto cio' non conta nulla se finiscono nelle mani dei nipotini di che guevara.