A quattro anni dalla strage di Utoya, riapre il campo estivo dei laburisti

Attesi un migliaio di giovani. Il direttore del progetto per l'isola: "Diventi un simbolo di tolleranza e pace"

Mani Hussaini, leader della Labour Youth Organisation (AUF) parla a Utoya

Ci sono voluti quattro anni perché il campo giovanile dei laburisti norvegesi riaprisse. Dopo quel 23 luglio, dopo le 69 persone uccise da Anders Behring Breivik, nessuno aveva più pensato di poter organizzare le attività che il partito teneva ogni estate sull'isola di Utoya, che ora ha riaperto, attirando un gran numero di persone.

Sono circa mille i giovani attesi per le attività che inizieranno domani e si concluderanno il 9 agosto. "Più numerosi che mai", secondo Mani Hussaini, presidente dell'Auf, l'organizzazione giovanile dei laburisti. L'isola di Utoya non è più quella del 2011, non lo è per il ricordo della strage che ancora la pervade e non lo è perché da allora è cambiato molto.

L'isola nel fiordo di Tyri, meno di unìora da Oslo, è stata trasformata del tutto. E se la riapertura di Utoya ha scatenato anche molte polemiche, i rappresentanti dell'organizzazione giovanile del Labour sono convinti che "la risposta all'attacco debba essere quella di una maggiore apertura e di più democrazia". Anche con il ritorno a quelle che erano le attività che si svolgevano prima della strage.

"Desideriamo che Utoya sia un simbolo mondiale di tolleranza e pace", ha auspicato Jørgen Frydnes, direttore del progetto per l'isola. Nel fine settimana arriveranno anche gli ex premier Jens Stoltenberg e Gro Harlem Brundtland, e l’attuale leader laburista, Jonas Gahr Store.

Commenti

ullo

Gio, 06/08/2015 - 17:53

un articolo che resterà senza commenti, a parte il mio, che è gia stato censurato, questo è il secondo invio. L'articolo su vauro, invece, è carico di commenti, vuoi mettere la gravità di chiamare qualcuno fascista e l' azione di un estremista di estrema destra che ammazza 38 persone...vauro è indubbiamente più colpevole.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Ven, 07/08/2015 - 11:32

Mani Hussaini, eh? Nome tipicamente norvegese. E se Breivik avesse visto giusto?