Il reality "di guerra" australiano ​finisce sotto il fuoco dell'Isis

Un programma organizzato in Siria, al fronte. Che i concorrenti finissero sotto le pallottole dei jihadisti bisognava aspettarselo

Su come sarebbe andata a finire, nessuno aveva dubbi. Non si può pensare di organizzare un reality show, organizzarlo nella Siria della guerra civile e non mettere in conto che i suoi partecipanti, come minimo, rischieranno di finire sotto il fuoco dei jihadisti.

Così è successo agli australiani di Go back to where you came from, un programma televisivo che si ripropone di far vivere ai concorrenti un'esperienza di trincea, portandoli sulle strade battute dai siriani in fuga dalla guerra, per poi mandarli in onda sulla SBS.

È di oggi la notizia che chi partecipa al reality è finito sotto il fuoco degli uomini dell'Isis. Tre dei sei concorrenti, lo si vede in un filmato pubblicato dalla rete televisiva, corrono ai ripari mentre si sente in sottofondo il rumore del fuoco di mortai dei jihadisti.

"Arrivano delle raffiche, state giù", dice la voce di una persona che scorta i concorrenti. Su questo punto battono i produttori dello show per difenderlo: i sei sono stati preparati ad affrontare una situazione del genere. Una risposta che sembra francamente non affrontare il problema di come si possa pensare di organizzare un programma di questo tipo allo stato attuale delle cose.

La SBS ha anche spiegato che i concorrenti sono stati accompagnati sulla linea del fronte da miliziani curdi, impegnati a difendere un villaggio dagli attacchi dell'Isis. Non tutti sono così convinti delle misure di sicurezza utilizzate. Un ex ufficiale dell'esercito, Justin Bowden, ha fatto notare al Sidney Morning Herald che a tre australiani non è stato dato nemmeno un elmetto protettivo.

Commenti

piluga

Mar, 28/07/2015 - 14:42

Questo è il rincoglionimento della nostra società, solo gente appunto rincoglionita può spettacolizzare la guerra, e ancora più rincoglioniti sono i concorrenti che prendono parte ad una cosa del genere, se poi ci scappa il morto la colpa e di quei cattivoni dell'isis. Perdonatemi ma non ho nessuna pietà per chi mette in gioco la propria vita e quella degli altri per puro spettacolo, se mai la guerra la si può considerare uno spettacolo.

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michageo

Mar, 28/07/2015 - 19:05

alla pirlaggine del popolo bue non c'è limite. Viva Armaggedon

lento

Mar, 28/07/2015 - 19:19

Rincoglioniti anche i loro genitori....Sempre che li tengono..

idleproc

Mar, 28/07/2015 - 22:20

piluga. Non preoccuparti, sono in concorso per il Darvin Awards. Spero che non si siano già riprodotti e abbiano già trasmesso il patrimonio genetico. E' l'unica preoccupazione che devi avere oltre ad invitare chi li dovrebbe proteggere e che pertanto hanno un patrimonio genetico sociale superiore a non intervenire e a favorire l'assegnazione del premio. Per il resto va tutto bene, magari finissero tutti in concorso partendo da quelli che l'Isisi lo hanno creato e sponsorizzato.

Grix

Mer, 29/07/2015 - 00:49

Se ISIS ne avesse seccato qualcuno forse per questa volta sarei stato dalla loro parte. Non c'e' limite all'idiozia umana. Ma questa volta si parla di un sacco di gente fra attori partecipanti cameraman produttori registi sponsor scenografi costumisti montatori etc. Una mandria di bovini!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 29/07/2015 - 00:58

È proprio vero che l'imbecillità umana non ha limiti. Hanno il cervello così scompigliato da vivere la realtà come fosse uno spettacolo teatrale. SI SVEGLIEREBBERO DI COLPO SE VENISSERO RAGGIUNTI DA QUALCHE PROIETTILE DI KALASHNIKOV. Giusto in tempo di morire rammaricandosi della propria stoltezza.