La rivolta degli utenti: "No a avatar neri e donne"

Nel videogame gli avatar trasformati da uomini e bianchi in donne e neri. Gli utenti, però, non hanno gradito il cambiamento

La settimana scorsa gli sviluppatori di Rust, un videogame di sopravvivenza online prodotto dall’azienda inglese Facepunch Studios, hanno preso una decisione a sorpresa. E hanno trasformato metà degli avatar dei giocatori, che all’inizio erano tutti maschi bianchi, in donne. Altri sono stati fatti diventare neri. "La reazione è stata estrema", ha raccontato sul Guardian il creatore del gioco Garry Newman. Rust, che è ancora in fase di sviluppo, ha venduto tre milioni e mezzo di copie in tutto il mondo, e conta ogni settimana mezzo milione di giocatori online. Molti di loro non sono stati contenti del cambiamento. "Per quanto riguarda la questione della razza — ha aggiunto — sembra essere soprattutto una questione regionale. La maggior parte delle proteste per le identità nere, per esempio, ci sono arrivate da giocatori russi. Per quanto riguarda il genere, invece, le lamentele non sono legate alla geografia". In tutto il mondo ai giocatori uomini non piace essere "rappresentati" da un avatar femminile.

Ecco uno dei molti messaggi che abbiamo ricevuto dai giocatori maschi contrariati: "Perché non ci permettete di scegliere il genere con cui giocare? Voglio solo partecipare e poter sentire una connessione con il personaggio come in tutti gli altri. Non voglio che mi sia sbattuto in faccia un qualche messaggio politico in cui mi dite che siccome non possiamo sceglierci il sesso di appartenenza nella realtà, non possiamo farlo neppure nel gioco”. Altri ci hanno accusati di volerli costringere ad accettare “ideali femministi” — spiega Newman —. E qualcuno ci ha perfino annunciato che smetterà di giocare. Mentre un altro ha definito la nostra scelta la cosa più stupida che abbiamo mai fatto. "Le nostre giocatrici donne invece sembrano più pragmatiche. E ci hanno fatto notare che hanno già giocato a Rust come uomini negli ultimi due anni".