Riad lancia app che permette di controllare spostamenti delle donne

A pochi giorni dalla sua ideazione, il software sponsorizzato dalla Casa reale saudita è già entrato a fare parte di Play Store

Il governo dell’Arabia Saudita ha in questi giorni ideato Absher, applicazione per smartphone subito bollata dalle organizzazioni umanitarie come “lesiva della dignità delle donne”.

Il nuovo programma, elaborato dai tecnici del ministero dell’Interno di Riyad, consente agli utenti principalmente di eseguire online diversi adempimenti burocratici, come “rinnovare la patente” o “richiedere il passaporto”. Il recente software, però, permette agli internauti anche di “monitorare gli spostamenti delle rispettive mogli, figlie o sorelle”.

Grazie ad Absher, gli uomini possono controllare che le componenti delle rispettive cerchie familiari non effettuino “spostamenti non autorizzati”. Nel Paese arabo, infatti, le donne non possono uscire di casa senza il permesso accordato da un uomo appartenente alla loro famiglia.

L'app saudita, mediante “tempestive notifiche”, segnala agli internauti ogni “sortita non autorizzata” effettuata dalle loro mogli, figlie o sorelle, al fine di scongiurare “violazioni delle prescrizioni islamiche vigenti in ambito familiare”.

A pochi giorni dalla sua ideazione, il software sponsorizzato dalla Casa reale saudita è già entrato a fare parte di Play Store, il negozio online di applicazioni sviluppato da Google. L’inserimento di Absher in tale campionario ha subito provocato l’indignazione delle associazioni per i diritti umani. Queste hanno infatti condannato la società americana per avere “agevolato” la diffusione di un programma inteso, a detta di Human Rights Watch, a “limitare la libertà delle donne saudite” e a “rafforzare gli istituti tipici del patriarcato”. Per il momento, Google non ha replicato alle critiche espresse dalle ong.

“Sconcerto” per la scelta del gruppo californiano è stato invece manifestato da diversi membri del Congresso Usa. Ad esempio, il senatore democratico Ron Wyden ha esortato i vertici della società tecnologica a “rimuovere immediatamente” Absher da Play Store. Un’identica sollecitazione è stata espressa all’indirizzo di Google da parte di Tim Cook, amministratore delegato di Apple.

Commenti

mariod6

Gio, 14/02/2019 - 20:15

E' la libertà di vita predicata dai mussulmani e che la Boldrini e la Kyenge vogliono imporci come nuova cultura innovativa. Fanno bene i sauditi a controllare le loro mogli, figlie, sorelle, amanti, ecc. ecc. Fino a quando glielo lasciano fare....!!!! Vero Boldrini ???