Roman Polanski, tribunale polacco nega l'estradizione negli Usa

Polanski è accusato negli Usa dello stupro di una ragazzina di 13 anni, Samantha Gailey, avvenuto nel 1977. Il regista non può essere estradato negli Usa: lo ha deciso un tribunale di Cracovia, nel sud della Polonia

L'estradizione di Roman Polanski negli Usa non è possibile. Lo ha deciso un tribunale di Cracovia, nel sud della Polonia. "L’estradizione è inammissibile", ha fatto sapere il giudice Dariusz Mazur della corte distrettuale. Il verdetto, tuttavia, è appellabile e in questo caso, come spiegato da un portavoce giudiziario, "il caso verrebbe esaminato da una corte superiore, che potrebbe confermare o ribaltare la decisione, o rinviarla per un nuovo giudizio". Il regista si trovava a Cracovia per girare un film sull'affare Dreyfus ma, come spiegato dal suo avvocato, Jan Olszewski, ha preferito non partecipare all’udienza per "ragioni emotive". I media locali affermano che ha atteso la sentenza a bordo di un aereo all’aeroporto di Cracovia.

Polanski è accusato negli Usa dello stupro di una ragazzina di 13 anni, Samantha Gailey, avvenuto nel 1977; egli stesso confessò di aver avuto con lei un rapporto sessuale durante un servizio fotografico a Los Angeles. In seguito a un patteggiamento, scontò 42 giorni di prigione; l’anno seguente fuggì dagli Usa per riparare dapprima in Gran Bretagna e poi in Francia, temendo che i giudici americani potessero rivedere la sentenza e condannarlo a una pena maggiore.

Nel 2009 era stato fermato a Zurigo - in seguito a un mandato d’arresto Usa - e posto agli arresti domiciliari. Poi era stato liberato, quando le autorità svizzere avevano deciso di negare l'estradizione. Gli Usa hanno quindi richiesto l’estradizione alla Polonia dopo che il regista polacco, naturalizzato francese, aveva fatto un’apparizione a Varsavia in occasione dell’inaugurazione del Museo ebraico.

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche, svoltesi domenica scorsa, Jaroslaw Kaczynski, leader del partito di destra euroscettico PiS - risultato vincitore con la maggioranza assoluta -, si era dichiarato favorevole all’estradizione del cineasta "perché non si può trattare qualcuno in modo diverso per il fatto che è un regista di successo".

Secondo la legge in vigore in Polonia, l’ultima parola sul caso spetterà comunque al ministro della Giustizia.

"Sono molto felice per la sentenza di oggi - ha detto Polanski in conferenza stampa a Cracovia - con la quale finisce la causa che mi è costata tanti problemi, tanta salute e fatica. Ho fatto bene ad avere fiducia nella giustizia polacca", ha aggiunto il regista, sottolineando quante sofferenze abbia causato alla sua famiglia il procedimento in corso contro di lui.

Commenti
Ritratto di ermetere

ermetere

Ven, 30/10/2015 - 17:57

Quando arriverà la parola fine, sarà già da un'altra parte. Attendeva la sentenza a bordo di un aereo. Se l'avvocato gli diceva che era andata male, vedi come partiva alla svelta, prima che arrivasse la notifica all'aeroporto.

erasmo

Sab, 31/10/2015 - 08:54

Per caso ho visto in televisione ieri sera il film di Polanski "L'uomo nell'ombra" ed ho capito perchè la CIA vuole ad ogni costo condannarlo. Svegliatevi.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 31/10/2015 - 09:58

Distintissimo, come spesso (vedi gli interventi USA nello scacchiere planetario), il volto turpe dell'Amerika. L'Uomo, è sotto gli occhi di tutti nella sua nobilissima trasparenza. Ha pagato e strapagato in tutti i sensi per quella che è stata una incerta sua debolezza. Ma, le toghe, non hanno occhi giusnaturalisti, vale a dire programmati rosminianamente per interpretare gli eventi con il senso della comune logica sana della società. Auguro a Roman tutto il bene possibile. -riproduzione riservata- 19,05 - 30.10.2015