Russia, il Demone di fuoco sarà in servizio nel 2020

Il lanciarazzi Tosochka modellato sull'esperienza di combattimento della Russia in Siria. Soltanto le unità di supporto ai T-14 riceveranno la versione basata sulla piattaforma universale Armata

Le prove sul lanciarazzi multiplo TOS denominato Tosochka si concluderanno entro il prossimo anno. Nel 2020 il nuovo Sistema Lanciafiamme Pesante entrerà in servizio con le forze di difesa CBRN dell’esercito russo. A differenza delle artiglierie tradizionali, il lanciarazzi multiplo è progettato come asset di supporto per la fanteria impegnate contro forze nemiche asserragliate in aree urbane o nelle regioni montuose. Non esiste controparte occidentale al sistema TOS della Russia.

Le testate termo-bariche

Gli Stati Uniti sono stati i primi ad utilizzare le testate termo-bariche durante la guerra del Vietnam inizialmente per sgomberare le aeree di atterraggio e successivamente per scopi offensivi. Nel 2002 l’Air Force ricevette missili di precisioni con testate termo-bariche nel tentativo di stanare Osama bin Laden dalle montagne di Tora Bora. L’Unione Sovietica ha iniziato ad utilizzare testate termo-bariche nel 1969. Il primo utilizzo in combattimento del Buratino risale alle fine degli anni ’80 contro i ribelli afgani nella valle del Panjshir

La capacità di una bomba a vuoto di fornire calore e pressione in un unico punto nel tempo, non può essere riprodotta dalle armi convenzionali senza una massiccia distruzione collaterale. Il principio di funzionamento delle munizioni termo-bariche si basa sull’esaltazione delle capacità dell’esplosivo ad alto potenziale attraverso la combustione aerobica identificata nel terzo evento di detonazione. Il miglioramento delle prestazioni è ottenuto principalmente mediante l’aggiunta di metalli in eccesso alla composizione esplosiva. Alluminio e magnesio sono i metalli primari della scelta. Tutti e tre gli eventi esplosivi possono essere personalizzati per soddisfare le esigenze e le prestazioni del sistema. La testata propulsa contiene al suo interno una carica esplosiva e del combustibile altamente infiammabile. Quando il razzo raggiunge la destinazione, il carburante viene disperso. La detonazione successiva incendia il materiale infiammabile nell’aria. L’esplosione irradia un’onda d’urto letale nel raggio di dieci metri. Di per se, l’esplosione termo-barica è particolarmente indicata contro bersagli in campo aperto, ma se la stessa esplosione avvenisse in un bunker, la sua potenza potrebbe anche decuplicarsi.

Russia: Sistema Lanciafiamme Pesante

TOS (тяжёлая огнемётная система) sta per Sistema Lanciafiamme Pesante. Il sistema d’arma non proietta un flusso di benzina gelata, ma spara razzi con testate termo-bariche. A differenza degli esplosivi convenzionali che incorporano i propri ossidanti, l'esplosivo termo-barico si basa sull'atmosfera per l’ossigeno. Il TOS non è un sistema di artiglieria ordinario: è progettato principalmente per lanciare testate termo-bariche contro la fanteria in spazi confinati come le aree urbane o le regioni montuose. I risultati sono devastanti: l'esplosione è significativamente più lunga mentre l'onda d'urto è notevolmente più calda e più forte di una testata convenzionale. Alimentandosi con l'ossigeno si crea anche un vuoto parziale. Attualmente la Russia fornisce tali sistemi a sette stati tra cui Kazakistan, Armenia e Azerbaigian. Nel 2014 l'Iraq è diventato il primo paese al di fuori dell'ex Unione Sovietica a ricevere il lanciafiamme pesante. Poco dopo Mosca ha iniziato ad esportare i TOS in Siria ed Algeria. Lo scorso ottobre, infine, Russia ed Arabia Saudita hanno concordato la fornitura di sistemi missilistici S-400, di missili guidati anticarro Kornet-EM, lanciagranate automatici AGS-30, fucili AK-103 Kalashnikov e di lanciafiamme pesanti TOS-1A. Dovrebbero essere meno di cento i sistemi TOS fino ad oggi prodotti

Lanciarazzi multiplo TOS-1 Buratino

Sviluppato tra il 1971 ed il 1979, il TOS-1 Buratino è stato testato per la prima volta in combattimento nella valle del Panjshir tra il 1988 ed il 1989 in Afghanistan. E’ stato svelato pubblicamente nel 1999 ad Omsk. Il sistema d’arma principale è basato sullo chassis del T-72A con equipaggio di tre unità (autista-meccanico, artigliere e comandante). A causa del raggio massimo di soli tre chilometri (minimo 400 metri), la blindatura della prima versione del TOS-1 è essenziale per sopravvivere al fuoco diretto del nemico. Il veicolo da combattimento (BM-1) TOS-1 monta un lanciarazzi multiplo da 220 millimetri. I trenta razzi possono essere lanciati singolarmente o con un intervallo da sei a dodici secondi. Con l'aiuto di un telemetro laser, la distanza dall'obiettivo viene determinata con una margine di errore di 10 metri. Questi dati vengono automaticamente inseriti nel computer balistico elettronico calcolando l'angolo di elevazione richiesto del lanciatore. Il TOS-1 può lanciare razzi sia con testate termo-bariche che incendiarie convenzionali. Tuttavia l’esercito russo utilizza queste ultime prevalentemente sui sistemi multipli a lungo raggio come gli Uragan o i BM-30. Ogni architettura operativa TOS-1 è strutturata su tre veicoli: il BM-1 da combattimento a cui sono affiancati da due veicoli di ricarica su telaio KrAZ-255B, ciascuno con un carico aggiuntivo completo di razzi e carburante per il sistema d’arma principale. Il tempo stimato per una ricarica completa è di 24 minuti. Il Buratino non è assegnato alle forze di artiglieria russe, ma è in servizio con le unità della protezione chimica, biologica e nucleare dell'esercito russo e con i battaglioni lanciafiamme.

Lanciarazzi multiplo TOS-1A Solntsepek

Entrata in servizio nel 2001, la versione TOS-1A Solntsepek (Solleone) è armata con 24 tubi di lancio. Implementa un nuovo calcolatore balistico e spara razzi da 90 kg ad oltre sei chilometri di distanza (alcune fonti parlano di dieci). E’ in ogni caso una distanza utile che pone il TOS-1A al riparo dal fuoco di rappresaglia dalla maggior parte delle armi anticarro. Nella nuova architettura Solntsepek, anche i mezzi di ricarica sono basati sul telaio del T-72. L'ultima versione del veicolo da combattimento del TOS-1A si basa sullo chassis del T-90. Il TOS-1A è probabilmente l’arma terrestre non nucleare più potente del mondo. 90 secondi dopo aver inquadrato il bersaglio, è in grado di cancellare con una sola salva di 24 razzi un’area di 200 metri per 400.

Lanciarazzi multiplo Tosochka, il demone di fuoco

Del prototipo Tosochka (Sole rovente) si sa ben poco se non che avrà caratteristiche tattiche e tecniche migliorate ed una maggiore gittata. Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, il nuovo lanciarazzi non si baserà sulla piattaforma universale Armata a causa degli eccessivi costi raggiunti dal sistema modulare. Da rilevare che il Tosochka nasce per diversificare il Sistema Lanciafiamme Pesante dopo l'esperienza acquisita durante la campagna siriana. Il teatro del Medio Oriente (terreno desertico e combattimento urbano a bassa densità), ha dimostrato la virtuale assenza di una linea frontale continua e la necessità di un rapido trasferimento delle armi. Il Tosochka su ruote è ritenuta l'opzione migliore per l’esercito russo e per i potenziali acquirenti dal Medio Oriente costretti ad affrontare una minaccia che non possiede in inventario sistemi di precisione. Il Tosochka sacrifica la protezione garantita dal Buratino e dal Solntsepek per una maggiore mobilità sul terreno. La variante Tosochka basata sullo chassis della piattaforma universale Armata dovrebbe essere destinata soltanto alle compagnie delle forze armate russe di supporto ai T-14. Parliamo quindi di una esigua forza d’élite. Per identificare il nuovo Tosochka, i russi utilizzano la frase non ufficiale Огненный демон, Demone di fuoco.

I TOS nell’esercito russo

Lo scorso anno il Distretto militare occidentale ha ricevuto venti unità TOS-1A da combattimento equipaggiate con un nuovo sistema di propulsione e corazza reattiva. Tre nuovi Solntsepek sono stati consegnati il 13 febbraio scorso al decime reggimento NBC della 41a Armata del Distretto militare centrale, responsabile del territorio dell'Altaj. Poche ore fa una compagnia TOS-1A Solntsepek è stata istituita nel reggimento CBRN del distretto militare occidentale. La compagnia ha sede nella regione di Leningrado nel nord-ovest della Russia. Il Ministero della Difesa russo ha confermato che in ogni Distretto militare sarà schierato un battaglione con nove TOS-1A Solntsepek basato su tre compagnie. I battaglioni appariranno all'interno delle brigate NBC, mentre le compagnie rafforzeranno i reggimenti chimici. Sono attualmente cinque le brigate NBC nell'esercito russo e dieci i reggimenti chimici. Soltanto dopo l’esperienza di combattimento maturata in Siria, il Ministero della Difesa russo ha rivalutato il ruolo del sistema TOS.

Russia: Piattaforma modulara Armata

Il T-14 è un sistema d’arma meraviglioso, ma si è rivelato troppo costoso per la Russia che ora deve valutare alternative più economiche come la versione modernizzata del T-72. E’ quanto ha affermato lo scorso agosto il ​​vice Primo Ministro russo Yuri Borisov ai media del Paese.

“Il T-14 è una meraviglia tecnologica dell'industria militare russa, tuttavia non effettueremo alcun ordine di massa a causa del suo costo sconcertante. Perché dovremmo acquistare gli Armata quando i nostri T-72 continuano ad essere molto richiesti sul mercato? In termini di prezzo, efficienza e qualità, il T-72 supera di gran lunga l’M1 Abrams statunitense, il francese Leclerc ed il Leopard tedesco. La modernizzazione dell'inventario è risultata più efficiente in termini di costi. Avendo un budget militare dieci volte inferiore a quello della Nato, stiamo conseguendo i nostri obiettivi grazie a soluzioni convenienti ed efficienti”.

Nel 2015, presentando al mondo il suo maestoso piano di riarmo, la Russia annunciò l’acquisizione di 2300/2500 piattaforme universali Armata entro cinque anni da schierare su sette divisioni. Quel piano di riarmo era sembrato fin da subito irrealizzabile sia dal punto di vista economico che industriale. La piattaforma prodotta dalla Uralvagonzavod è stata presentata ufficialmente (non senza imprevisti) il nove maggio del 2015, in occasione del settantesimo anniversario della Giornata della Vittoria. La variante da combattimento T-14 avrebbe raggiunto un costo che oscilla tra i 6,5 e gli 8 milioni di dollari ad esemplare. Avviata la produzione seriale dalla Uralvagonzavod stimavano un costo unitario di 3 milioni di dollari. Il Ministero della Difesa russo ha ufficialmente siglato con la società Uralvagonzavod l’acquisto di un singolo lotto di cento piattaforme Armata (T-14, T-15 e T-16 variante ARV) che dovrebbero essere consegnati a partire dal 2020.

Russia: Carro da combattimentoT-14

Le forze strategiche possono garantire la sovranità territoriale della Russia, ma la loro utilità nella proiezione regionale nei combattimenti a media e bassa intensità è limitata. Definito in patria come il più potente carro armato del pianeta (utilizzato anche lo slogan “potrebbe combattere su Marte” in riferimento ai nuovi supercondensatori per l'avviamento a freddo del motore diesel a meno 50 gradi), il T-14 è un MBT da 48/50 tonnellate (Abrams e Challenger II ne pesano circa settanta) propulso da un motore diesel a dodici cilindri da 1500 cavalli che gli conferisce una velocità massima di 90 km/h con autonomia di 500 km. Le linee pulite del nuovo carro armato rappresentano il principale cambiamento rispetto alla tradizione russa. La caratteristica fondamentale del nuovo MBT è la torretta totalmente automatizzata e digitalizzata. Sul tetto della torretta trova posto una mitragliatrice pesante da 12,5 mm controllata digitalmente. I tre membri dell'equipaggio (secondo i russi potrebbe andare in battaglia anche con due) sono collocati in una sorta di capsula blindata nella parte anteriore dello scafo. Il T-14 è armato con un cannone ad anima liscia 2A82-1M da 125 millimetri (evoluzione del 2A46M del T-90) che può sparare munizioni ad alta potenza tra cui proiettili perforanti, missili guidati ed ogni tipo di munizione pesante russa progettata per gli MBT. Secondo le stime russe, il cannone 2A82, ritenuto in grado di colpire un bersaglio ad 8 km, conferisce una maggiore energia cinetica rispetto al Rheinmetall dal 120mm del Leopard-2. Automatizzato anche il caricamento dei 32 colpi trasportati internamente. Il cannone 2A82 può sparare fino a dodici proiettili al minuto. Secondo i russi, la copertura emisferica dei sensori garantirebbe al T-14 la capacità di rilevare e contemporaneamente tracciare e individuare 40 bersagli terrestri e 25 bersagli aerei. Da rilevare che il sistema Armata è stato concepito come una piattaforma di combattimento universale modulare che sarà utilizzata come base per diversi di veicoli da combattimento (T-14, T-15 da combattimento per la fanteria, T-16 da recupero, variante termo-barica, gettaponti). Testata la variante equipaggiata con cannone d’assalto da 152mm derivato dal sistema 2S35 Koalitsiya-SV. Il progetto è stato ufficialmente cancellato nel 2011.

Appare evidente quanto i progettisti di Mosca abbiano sfruttato a fondo le teorie israeliane ed americane per le forze corazzate, estremizzandole con la tecnologia attuale della nuova filosofia russa. Molte delle avanzate caratteristiche di sopravvivenza provengono proprio dalla classe israeliana Merkava. Il T-14 è protetto dalla tecnologia attiva universale Afganit, sistema che utilizza un radar doppler per rilevare i proiettili in arrivo, come granate e missili. Rilevato il proiettile, la difesa lancia un razzo intercettore per distruggere il corpo in arrivo (la componente hard kill potrebbe intercettare proiettili che viaggiano ad 1,7 chilometri al secondo). Secondo i russi, questa sarebbe la protezione definitiva contro gli elicotteri Apache. Secondo la US Army, invece, Afganit è in grado di rilevare solo una particolare e limitata classe di granate e minacce anticarro.

Per rilevare le minacce imminenti, Afghanit utilizza due radar AESA disposti elettronicamente su entrambe i lati della torretta. L'arco di rilevamento stimato è di 90 gradi a sinistra e a destra del cannone. Secondo diverse fonti russe, i radar sarebbero in grado di operare in modalità attiva e passiva. Se così fosse la modalità passiva consentirebbe al T-14 di rilevare i radar di ricerca terrestri nemici o, forse, anche i comandi impartiti dai missili guidati anti-carro radio controllati. Oltre al radar, il T-14 dispone di una suite di sensori ottici per rilevare i lanci di missili e di un ricevitore per l'avvertimento laser direzionale (tali sistemi sono implementati sui carri armati sovietici sin dagli anni '80).

Il T-14 è dotato di una suite di telecamere ad alta risoluzione che conferiscono ai membri dell’equipaggio piena consapevolezza a 360 gradi. La corazza modulare incorpora una nuova lega d'acciaio chiamata 44C-SV-W progettata dalla Steel Scientific Research Institute. La particolare inclinazione e composizione della corazza (probabilmente si tratta di una evoluzione della Kaktus) è stimata in 900 mm nella parte frontale. Il T-14 implementa una nuova armatura reattiva esplosiva soprannominata Malachite. Il materiale radar assorbente Ternovik dovrebbe ritardare il rilevamento dei radar di ricerca a terra. Sono state inoltre pubblicate informazioni sui metodi per ridurre la firma magnetica dell'Armata, rendendola probabilmente immune alle mine magnetiche. Il nuovo carro armato, infine, incorpora elementi visti nei progetti Object 195 e Black Eagle. Il T-95 (Object 195) sarebbe dovuto essere il carro armato russo di quarta generazione. Annunciato fin dal 1995, fu considerato obsoleto rispetto all’epoca in cui sarebbe dovuto entrare in produzione. Lo Stato Maggiore russo cancellò il progetto nel maggio del 2010, preferendo destinare le risorse disponibili per modernizzare i T-90. Le capacità acquisite con il T-95 sono state implementate nel T-14.

L’Aquila Nera o Chyorny Oryol in russo, è probabilmente rimasto un prototipo anche se tutte le informazioni che lo riguardano sono classificate. Sappiamo che il suo telaio si basa sul T-80U, anche se lo scafo è leggermente più lungo. La sua corazza frontale è di tipo reattiva esplosiva di nuova concezione. Il suo nome in codice è Kaktus ed è considerata ancora più efficace (specialmente per i proietti a energia cinetica) dell’attuale corazza reattiva di terza generazione Kontakt-5. L’Aquila Nera dispone anche di un sistema di protezione attiva Drozd-2, molto più efficace del sistema Arena. Il Black Eagle monta infine un cannone da 125mm 2A46 a canna liscia con capacità Atgm.

L’irrealizzabile piano di riarmo della Russia

Anche se la Russia fosse riuscita ad acquistare e produrre una media di 120 piattaforme Armata l’anno, sarebbero stati necessari quasi 21 anni per realizzarne 2500. Nonostante il grado tecnologico raggiunto dai T-14, numericamente non potrebbero fare la differenza sul campo di battaglia. Anche nel prossimo decennio, la forza corazzata pesante russa sarà composta in prevalenza dalle piattaforme già in servizio: è la medesima strategia adottata nella forza aerea per il Su-57.

Sappiamo che entro il 2020 la Russia radierà quattromila mezzi dell’era sovietica tra carri armati e veicoli blindati da combattimento. Il Ministero della Difesa russo ha quindi rivisto la stima iniziale del piano che prevedeva la dismissione di diecimila sistemi sovietici in inventario. Rispetto al piano di riarmo annunciato, nel 2020 la principale linea pesante di Mosca si baserà prevalentemente su duemila T-72 (più della metà portati allo standard B3) e 350 T-90A riconvertiti alla versione MS qualora si garantissero i fondi per l’upgrade.

I T-80BVM nell'Artico

Il Cremlino aveva pianificato di ritirare tutti i T-80 entro il 2015, ma ha deciso di sottoporli ad una profonda revisione e di aggiornarli due anni dopo. I 450 T-80BVM sono identici ai B3 tranne che per un motore più affidabile. La flotta T-80 modernizzata con turbina a gas sarà schierata per le operazioni nell’Estremo Oriente, la Siberia e l'Artico.

Il futuro del T-14

Le cento piattaforme modulari Armata acquistate da Mosca equipaggeranno una o due brigate pesanti T-14, compresi i pezzi di ricambio. Dovrebbero essere sessanta i T-14 prodotti: Questi ultimi saranno schierati soltanto ed esclusivamente in caso di grave crisi. Mosca, a causa dei vincoli di bilancio e delle sanzioni internazionali, ha quindi deciso di modernizzare migliaia di veicoli piuttosto che costruirne di nuovi. Ciò non significa necessariamente che ci saranno ritardi nelle forniture dei T-90MS, degli Armata e dei veicoli da combattimento per la fanteria BMP-3. Resta incerto il destino dei quattromila mezzi radiati dall’esercito russo. Carri armati e veicoli da combattimento dell’era sovietica potrebbero essere ceduti ai partner di Mosca che non possono permettersi il grado tecnologico dei T-90MS. A sua volta il T-14, così come avvenuto per il Black Eagle ed il T-95, potrebbe rappresentare una banco sperimentale per un nuovo carro armato che potrebbe essere svelato tra il 2025 ed il 2027.