Dalla Cina alla Corea del Nord per vedere come vivono i vicini poveri

Armati di smartphone e bastoni per farsi i selfie, i vicini ammirano l'ormai amico-rivale: il regno di Kim Yong-un

Nel bel mezzo della crisi nordcoreana, mentre la comunità internazionale rimane con il fiato sospeso nella paura di un conflitto nucleare, un barchetta di cinesi fluttua al largo delle coste di Pyonyang. Armati di smartphone e bastoni per farsi i selfie, i vicini ammirano l'ormai amico-rivale: il regno di Kim Yong-un.

Sulle rive del fiume Yalu, che segna parte del confine tra Cina e la Corea del Nord, migliaia di cinesi varcano il corso d'acqua per osservare l'impenetrabile Paese socialista, come in un safari umano. A riportare la notizia è il Guardian. "I turisti cinesi vengono per soddisfare la loro curiosità, vogliono vedere quanto sono poveri i nordcoreani", ha spiegato Yu, guida-barcaiolo che per 70 yuan (poco più di 9 euro) li porta per un'ora vicini al suolo nordcoreano. "Più la situazione si inasprisce, più diventano curiosi - ha aggiunto - Certo, la gente è preoccupata ma solo un pò. Non ci sarà una guerra, questo è quella che la maggioranza crede". Con l'aria di chi è più fortunato - e sicuramente più libero - ma anche con un vero e proprio senso di superiorità, i cittadini della seconda economia mondiale ammirano il povero regno di Kim.

Commenti

alox

Gio, 14/09/2017 - 20:28

I Nord Coreani la sognano una guerra che gli permetta di liberarsi del tiranno comunista...

alox

Gio, 14/09/2017 - 20:40

Da che pulpito; salvo "esperimenti" governativi di apertura al Mercato la Cina e' ancora un Paese Comunista...

alox

Ven, 15/09/2017 - 00:47

Lezione di democrazia da parte della Repubblica popolare in cui il potere è esercitato dal solo Partito Comunista...avanti popolo

alox

Ven, 15/09/2017 - 00:53

...il penultimo della classe che tira le orecchie all'ultimo...

killkoms

Ven, 15/09/2017 - 13:14

solidarietà del c()o tra compagni!

Siciliano1

Dom, 17/09/2017 - 19:39

Nero con nero non colora. In dialetto siciliano (niuru cù niuru non tingi).