Sblocco iPhone, Cook: "Pronti ad andare fino alla Corte suprema"

Il ceo della Apple osserva che sbloccare l'iPhone del killer di San Bernardino sarebbe "una cosa negativa per l'America" e si dice pronto ad arrivare fino alla Corte Suprema per sfidare l'ordine dell'Fbi

Prosegue il duro braccio di ferro tra Apple e autorità americane. Il ceo del colosso di Cupertino, Tim Cook, intervistato dalla tv Abc sottolinea che sarebbe una "cosa cattiva per l’America" se Apple dovesse accettare di sbloccare l’iPhone di uno dei terroristi della strage di San Bernardino, come gli ha ordinato di fare l’Fbi.

A chi gli chiede se Apple è pronta ad arrivare fino alla Corte Suprema per opporsi alle richieste dell’Fbi, Coook risponde: "Siamo pronti a farlo e ad andare fino in fondo". E ancora: "Alcune cose sono difficili, alcune cose sono giuste e alcune cose sono entrambe le cose. Questa è una di quelle".

Il manager si lamenta del fatto che Apple abbia saputo solo dalla stampa dell’ordine del giudice di Los Angeles, che le intimava di obbedire alle richieste dell’Fbi. "Non penso - osserva - che una cosa così importante dovrebbe essere gestita in questo modo". "Il mondo non è perfetto - aggiunge Cook -. So che si parla molto di questo caso come di uno scontro tra privacy e sicurezza. Ma è semplicistico e non è vero. Questo caso riguarda la sicurezza pubblica. Dentro gli smartophone che ognuno porta con sè ci sono più informazioni su ciascuno di noi che in qualsiasi altro dispositivo o in qualsiasi altro posto".

Commenti
Ritratto di Anna 17

Anna 17

Gio, 25/02/2016 - 13:30

La Apple è un'ottima società, è risaputo, ed ulteriore conferma arriva dal successo commerciale in atto. Peccato che sia attualmente governata da sodomiti che inevitabilmente la porteranno alla rovina e certi atteggiamenti già sono affiorati. Urge cambio di rotta.

claudioarmc

Gio, 25/02/2016 - 13:47

A Cook direi come diceva Paul Newman, nel film Hombre, al tracotante bandido "si ma adesso tu come scendi" Vuol giocare a fare il duro? Giochiamo tanto prima o poi le mele marce cadono

DonGaetano

Gio, 25/02/2016 - 14:09

Ridurre la questione ad uno scontro tra privacy e sicurezza è sicuramente riduttivo ma è anche vero che TUTTI i gestori di telefonia, i motori di ricerca, i vari social network etc usano i nostri dati(alla faccia della privacy) per farne quello che vogliono e non certo negli interessi degli utenti.

soldellavvenire

Gio, 25/02/2016 - 14:11

certa la contraddizione tra lo stato e l'impresa, vedo che stavolta i bananas sono statalisti, preferendo un controllo totale sui sudditi mediante l'accesso a tutti i dati privati alla politica imprenditoriale basata sulla riservatezza: ma decidetevi, una volta tanto! io, preferisco Apple , molti preferiscono Microsoft, pieno di porte di servizio, e del resto anche Intel, che equipaggia anche i Mac: ma credete davvero che sbloccare l'iPhone sia il solo mezzo che ha la tecnologia per contrastare il crimine?

accanove

Gio, 25/02/2016 - 14:43

vedremo se arriva fino in fondo, sarebbe una delle pochissime battaglie per il diritto privato alla privacy viste negli ultimi anni, cambierei opinione su Cook. Convinti che gli assatanati americani una volta in possesso della chiave si limitino ad usarla per questo evento? Dal il 2001 sono saltati una miriade di diritti in tutto il mondo in nome di qualcosa spesso abusato

soldellavvenire

Gio, 25/02/2016 - 20:06

Don Gaetano, lei si sbaglia! i dati che sono diffusi nel mercato sono esclusivamente quelli che noi stessi divulghiamo, coscientemente o meno, ma col nostro esplicito consenso; se facesse attenzione a quello che naviga, scoprirebbe che ogni casellina che clicca è un consenso all'uso dei suoi dati, compreso ovviamente "invia il tuo commento"