Se i liberatori della Libia scappano a gambe levate

Gli Usa chiudono l'ambasciata a Tripoli. Lo scontro tra fazioni ha fatto decine di morti

Hanno mollato tutto e sono fuggiti in Tunisia. Tre anni e mezzo dopo aver contribuito all'eliminazione di Muhammar Gheddafi, l'avventura libica dell'Amministrazione Obama diventa farsa. Da ieri la bandiera a stelle e strisce non sventola più a Tripoli. Dietro i muraglioni della rappresentanza diplomatica americana regna il silenzio. Ambasciatore, diplomatici, funzionari e marines hanno fatto i bagagli e se la sono data a gambe. Sono saliti sui blindati, hanno formato una lunga colonna e, alle prime luci di ieri, si sono diretti verso la frontiera tunisina. Uno sciame di droni, una coppia di F16 e un aereo V-22 Osprey con due squadre di marines pronte a scendere a terra hanno fatto da cornice al ripiegamento. La ritirata è stata decisa, secondo il Dipartimento di Stato, a causa dei combattimenti che imperversano da oltre una settimana nella zona dell'aeroporto e hanno causato decine di morti oltre alla distruzione dello scalo e all'isolamento del paese. Secondo il Dipartimento di Stato l'abbandono è stato suggerito dai generali del Pentagono. I responsabili della Difesa temevano, dopo la distruzione dello scalo della capitale, di dover organizzare una missione ad alto rischio per garantire l'esfiltrazione del personale diplomatico nel caso di un ulteriore degrado della situazione. «Garantire la sicurezza delle nostre strutture e del nostro personale è tra le priorità del Dipartimento di Stato. Questa decisione non è stata presa a cuor leggero, ma la sicurezza viene prima di tutto. Sfortunatamente abbiamo dovuto assumere questa iniziativa perché la nostra ambasciata è molto vicina alla zona dei combattimenti» - ha spiegato il portavoce del Pentagono Marie Harf. Secondo fonti diplomatiche a Tripoli sentite dal Giornale , la situazione nella rappresentanza diplomatica statunitense, situata a metà strada tra le basi delle milizie di Zintan e quelle islamiste, si era fatta critica. «La povera ambasciatrice Deborah Jones negli ultimi giorni non riusciva neanche a partecipare alle consultazioni convocate con le rappresentanze europee per discutere la situazione. Avevano anche difficoltà ad approvvigionarsi perché i colpi cadevano tutt'attorno all'ambasciata», spiega una fonte del Giornale .

Mentre gli americani chiudono baracca e burattini (e il Dipartimento di Stato Usa invita i suoi cittadini a «lasciare immediatamente la Libia»), l'ambasciata italiana resta invece - come comunica il sito della Farnesina «aperta, operativa e sempre contattabile». Ovviamente dietro il ripiegamento americano in Tunisia c'è anche il ricordo della tragedia dell'ambasciatore Christopher Stevens trucidato assieme ad altri tre americani durante l'assalto al consolato di Bengasi dell'11 settembre 2012. Un episodio che ha causato un serio imbarazzo all'amministrazione Obama accusata di aver sottovalutato la minaccia islamista. L'addio a una Libia presentata a suo tempo come l'icona del sostegno della presidenza democratica alle «Primavere arabe» acquista un sapore ancor più amaramente contradditorio alla luce delle dichiarazioni rese da Obama dopo l'uccisione di Gheddafi. «Gli Stati Uniti e la comunità internazionale hanno un impegno con il popolo libico. Voi avete vinto la vostra rivoluzione. Noi ora saremo al vostro fianco mentre voi costruirete un futuro di dignità, libertà e opportunità» - promise Obama il 20 ottobre 2011. Oggi sappiamo che la verità era ben diversa. Non c'era stata nessuna rivoluzione allora. E non c'è oggi a Washington un solo americano pronto a credere in un futuro di libertà e opportunità per la Libia.

Commenti

buri

Dom, 27/07/2014 - 12:26

Assieme a Sarkozy e Cameron, con purtroppo la complicità di Berlusconi, il grande genio della politica Mister President Obama ha voluto eliminare Gheddafi, col pretesto di portare la democrazia in Libia, risultati ? una situazione ingovernabili, un paese allo sbando, milizie islamiste che spadroneggiano e tante altre belle cose, ed ora scapanno, e noi ci fidiamo di quella gente che di fatto aiutano gli integralisti a prendere il potere in Iraq e Siria ed anche in Libia

luigiMis

Dom, 27/07/2014 - 12:38

Sembrano Gianni e Pinotto (equivalente Usa di Stanlio e Ollio) il presidente ed il segretario di Stato americani: dopo i risultati di Iraq, Siria e Libia vorrebbero imporre a Israele le loro soluzioni. Ma sembra che Israele non ci stia: un errore lì vuol dire un altro Olocausto. Grazie Israele, stai combattendo oltre che per la tua sopravvivenza anche per tutti noi, occidentali democratici. Si veda in wikileaks cosa fanno quelli dell'Isis, cugini di hamas, ai soldati siriani. Ricordato anche da Vittorio Feltri, ieri. Sconsigliata la visione alle anime sensibili.

eolo121

Dom, 27/07/2014 - 15:08

grazie obama ..sarkozy.. tanti effetti negativi per l italia... mare mostrum pienoo di profughi a mantenimento italiano.. contratti eni dimezzati.. grazie!

eolo121

Dom, 27/07/2014 - 15:10

per buri... berlusconi se leggi i giornali di quell' epoca era contrario...è stato costretto da altri.. diciamo la verità su berlusca una volta tanto...

Ritratto di Riky65

Riky65

Dom, 27/07/2014 - 16:23

ma quale liberatori??????!!!!Leggermente interessati!

meloni.bruno@ya...

Dom, 27/07/2014 - 17:16

Per avere un'idea come si gestiscono gli affari altrui nazionali,lo ha documentato molto bene il film,I giorni del Condor,con Bob Redford,la cia ne combina di tutti i colori per l'accaparamento petrolifero.La realta l'abbiamo vissuta anche a nostre spese con l'Irac,l'Iran,la Libia,l'Afganistan,risultato finale,100mila immigrati entro Agosto da noi dal mare nostrum,senza contare per l'ITALIA le perdite economiche.

ESILIATO

Dom, 27/07/2014 - 17:53

Il solito trionfo di Obama "Bombama" prima finisce il mandato e scompare dalla scena mondiale meglio e' per tutti.....Lampedusa e' colpa sua, prima Gheddaffi controllava la sutuazione, ora e' caos in Libia....povero Italo Balbo se la vedesse in questa situazione.

mutuo

Dom, 27/07/2014 - 18:05

Si Berlusconi non avrebbe voluto l'intervento in Libia. Sta di fatto che lo ha subito senza mostrare gli attributi.Non doveva concedere le basi e doveva dare l'altolà agli alleati.In Libia c'erano interessi Italiani da difendere. Purtroppo L'Italia come Nazione non esiste, non siamo capaci di farci valere in nessuna situazione, vedi il caso dei Marò. Non credo che con l'opposizione dell'Italia, Obama Sarkosy e Camerun avrebbero attaccato Gheddafi.