“Sei un hacker americano? Allora attacca il Pentagono"

Presentato il primo programma “bug bounty” del governo federale. Gli attacchi informatici dovranno iniziare entro il prossimo aprile. Le falle rilevate nel sistema contribuiranno a rendere più sicuri i siti del Dipartimento della Difesa.

“Ti senti pronto ad attaccare il Dipartimento della Difesa? Se riesci a mettere offline uno dei nostri siti, riceverai anche una ricompensa in denaro”.

Il Pentagono, dietro proposta del segretario della Difesa Ash Carter, sta per dare il via ad una serie di attacchi hacker volti a rilevare le criticità informatiche della Difesa Usa. E’ il primo programma “bug bounty” del governo federale. Le modalità di partecipazione sono semplici: dopo essersi iscritti, il Pentagono provvederà a selezionare gli hacker. Gli attacchi informatici dovranno iniziare entro il prossimo aprile. Le falle rilevate nel sistema contribuiranno a rendere più sicuri i siti del Dipartimento della Difesa.

Abbiamo deciso di sfidare gli americani – ha detto Carter presentando il programma – invitiamo gli hacker a testare la nostra rete informatica, sarà un grande successo e riusciremo a migliorare la nostra sicurezza nazionale.

Carter ha anche diramato le modalità di partecipazione.

“Tutti i partecipanti, residenti negli Stati Uniti, dovranno essere registrati e controllati. Il processo di scrematura è in corso di elaborazione, contiamo di avere un migliaio di partecipanti”.

Tali programmi sono particolarmente comuni nel settore tecnologico. Sono oltre 500 le aziende private, come ad esempio Google, Microsoft, PayPal e Yahoo che hanno adottato tali programmi, ma non il governo americano. Secondo il Dipartimento della Difesa “le capacità degli hacker identificheranno i punti deboli della rete informatica militare, siamo costantemente sotto attacco, anche adesso”. I primi “bersagli” sono stati già individuati dal Pentagono: le principali homepage come Defense.gov o Army.mil e gli account Twitter e YouTube del Comando Centrale degli Stati Uniti (già violati in precedenza). Il programma “bug bounty” del Pentagono andrebbe visto anche sotto un altro punto vista. Dietro al programma ci sono ovviamente le principali agenzie di sicurezza degli Usa, pronti a reclutare i migliori hacker del Paese.