Il consiglio della (quasi) first lady Usa: "Curo la depressione con l'elettroshock"

La moglie di Michael Dukakis, il candidato democratico che perse le elezioni contro Bush padre negli anni '80, racconta di come l'elettroshock l'ha salvata dalla depressione

Il nome di Kitty Dukakis può essere sconosciuto a molti ma, alla fine degli anni '80, questa donna è stata a un soffio dal diventare first lady degli Stati Uniti ed oggi è tornata a far parlare di sé.

Era il 1988 quando suo marito, Michael Dukakis, si candidò alla Casa Bianca, perdendo poi le elezioni contro Bush senior. Ma la campagna elettorale presidenziale fu solo uno degli impegni nella lunga carriera politica di Michael Dukakis e, per tutti questi anni, la moglie gli è sempre stata accanto. Una donna presente, pronta ad appoggiarlo, a schierarsi, a fare i comizi insieme a lui e a raccogliere i consensi, ma con una grande sofferenza dentro di sé.

La signora Dukakis, infatti, ha convissuto per molti anni con la depressione, cercando di combatterla, senza riuscirci sempre; ha abusato di farmaci e alcool che l'hanno portata diverse volte a farsi ricoverare in centri di disintossicazione, con successi alterni. Questo però, era già noto all'opinione pubblica, dal momento che la coppia non era riuscita a tenere fuori dalla luce dei riflettori i problemi della donna, ogni volta che si presentavano.

Quello che invece i coniugi Dukakis hanno raccontato, oggi che la carriera di Michael è terminata e quindi non può essere compromessa da rivelazioni destinate a fare discutere, è che dal 2001 Kitty Dukakis si sottopone a sedute di elettroshock per curare il suo malessere.

"Subito dopo la prima seduta", ha dichiarato la donna, "non ho potuto fare a meno di pensare a Qualcuno volò sul nido del cuculo (il film con Jack Nicholson che ha sollevato un velo sul trattamento disumano subito dai pazienti degli ospedali pischiatrici n.d.r.), ma il trattamento - ormai eseguito in anestesia - le aveva fatto bene. Era il giorno dell'anniversario di matrimonio della coppia e lei, che la sera prima sembrava un caso disperato, chiese al marito di andare a festeggiare a cena fuori.

Da quel giorno, Kitty Dukakis si sottopone all'elettroshock ogni sei settimane, ha scritto due libri sul tema, combatte per la riabilitazione di questo trattamento medico di fronte alla comunità scientifica e all'opinione pubblica e raccoglie applausi ai convegni sulle malattie mentali.

Adesso, è il marito ad appoggiarla e a stare al suo fianco nella battaglia più importante della sua vita.

Commenti

Cheyenne

Sab, 05/09/2015 - 17:48

l'elettroshock solo nell'italietta è messo all'indice. In realtà è forse l'unica terapia efficace e duratura per la depressione grave