Si allarga l'impegno militare dell'Italia contro l'Isis

Centodieci istruttori italiani arriveranno in Iraq nel prossimo autunno

Prosegue l'impegno italiano nella lotta contro l'Isis. Oltre 100 istruttori militari italiani (per l'esattezza sono 110) arriveranno in Iraq nel prossimo autunno nel quadro della Coalizione guidata dagli Usa per combattere lo Stato islamico. L'annuncio l'ha dato oggi il ministro degli interni iracheno Muhammad Ghabban. In un comunicato diffuso dal ministero, si precisa che gli istruttori italiani attesi per le prossime settimane a Baghdad si aggiungono ai 200 circa già presenti a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan.

Il ministro Ghabban ha incontrato l’ambasciatore italiano a Baghdad, Marco Carnelos, per discutere la cooperazione nel campo della sicurezza, in particolare rispetto all’addestramento della polizia irachena. Ghabban ha sottolineato che la regione si trova ad affrontare una "guerra globale", notando l’assoluta necessità di rafforzare la cooperazione fra i paesi stranieri per affrontare il problema.

Ai futuri agenti di sicurezza iracheni verrà trasferita l’esperienza delle forze italiane. La nota del ministero precisa inoltre che il governo di Baghdad ha già stabilito le procedure per consentire quanto prima l’inizio dell’attività formativa da parte degli istruttori.

Di questi 110 uomini non fanno parte i trenta incursori del Nono reggimento d'assalto Col Moschin, che hanno raggiunto la base militare creata a Taqaddum, tra Falluja e Ramadi, dando supporto alle forze militari americane, a quelle irachene e ad alcuni clan sunniti locali, per operazioni cosiddette "outside the wire" per operazioni contro l'Isis.

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Lun, 13/07/2015 - 14:10

Istruttori italiani? Ma che gli dice il cervello ai nostri politici e militari? Insegando nuove tecniche si creeranno nuovi mostri futuri. Le castagne dal fuoco non dobbiamo pensare che gli altri le escano fuori per noi. L'unica era restarne fuori, vista la nostra debolezza economica e militare altrimenti, se si deve fare, dovevamo mandare i nostri a combattere senza istruire gente locale che, prima o poi, si rivelerà cetamente un pericolo.

Maver

Lun, 13/07/2015 - 16:12

@stock47, mi unisco alla sua protesta-denuncia. Politica ad dir poco folle, sconsiderata, una pericolosissima leggerezza, frammista ad ingenuità. Oggi va di moda esprimersi con questi paradossi: impegno dell'Italia dice (poi in realtà sono altri gli eserciti impegnati, noi ci limitiamo a svendere strategie ). Oppure titoli come: le nuove leve europee arruolate nell'isis: (poi scopri che hanno tutti origini mediorientali). E' la chiarezza del politicamente corretto, talmente cogente che nemmeno la voce all'opposizione riesce ad emanciparsi completamente dalle coercizioni culturali odierne.

franco-a-trier-D

Lun, 13/07/2015 - 19:02

VEDIAMO SE SARà UN VIETNAM ITALIANO IN IRAQ PREPARATEVI A PAGARE MILIARDI PER UNA NUOVA GUERRA ALL'ESTERO.

franco-a-trier-D

Lun, 13/07/2015 - 19:03

VEDIAMO SE SARà UN VIETNAM ITALIANO IN IRAQ PREPARATEVI A PAGARE MILIARDI PER UNA NUOVA GUERRA ALL'ESTERO.VABBè CON UNA PATRIMOLIALE POTETE ANCHE FARLA..

Anonimo (non verificato)