"Quel sindacato infiltrato dai servizi. Forse Giulio Regeni è stato venduto"

L'accusa da chi aiutava il ricercatore: "Tra gli ambulanti molti informatori"

Anche la responsabilità di qualcuno tra i sindacalisti con cui lavorava Giulio Regeni potrebbe essere la chiave per arrivare alla soluzione del caso di omicidio. Il giovane ricercatore italiano lavorava in Egitto a tematiche che avevano a che fare con i diritti dei lavoratori ed è chi collaborava con lui ad avanzare dubbi su quanto gli è successo.

In un'intervista a Repubblica Hoda Kamel, ricercatrice del Centro egiziano per i diritti sociali ed economici, spiega di avere visto Regeni per l'ultima volta sei giorni prima della sua sparizione, il 19 gennaio, "per parlare dell'ipotesi di un salario minimo in Egitto". Quasi un mese dopo, il 16 febbraio, la convocazione da parte delle autorità, per due interrogatori legati all'inchiesta.

La Kamel ipotizza che il suo lavoro con il sindacato degli ambulanti possa avere in qualche modo influito sulla fine che ha fatto. Ci sarebbero state incomprensioni che "potrebbero essere state alla base sia di una vendetta di Abdallah (il leader dei lavoratori, ndr) nei confronti di Giulio, ovvero l'occasione che le autorità hanno avuto per arrestarlo".

Ci sono molti informatori della polizia tra i lavoratori ambulanti, è la Kamel a confermarlo. E se non è chiaro se effettivamente Regeni sia stato "venduto" dal sindacato, "sicuramente il capo del sindacato degli ambulanti potrebbe essere un 'agente' della polizia".

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Commenti

buri

Sab, 12/03/2016 - 11:58

la responsabilità è anzitutto di quelli che hanno mandato Regeni al Cairo a ficcare il naso negli affari interni dell'Egitto ben sapendo che ivi esiste un regime a dire poco autoritario che sicuramente non gradisce di vedersi messo sotto osservazione e quindi vede spie ovunque e reagisce, il Regeni è stato probabilmente ingenuo, secondo lui stava facendo una ricerca scientifica non sospettando che altri potessero ritenere che fossero considerate attività di spionaggio

01Claude45

Sab, 12/03/2016 - 12:01

Basta. Se si interessava dei cxxxi suoi nulla sarebbe accaduto in Egitto. Io lo frequento da anni e MAI HO AVUTO PROBLEMI,N benché controllato.

luciano32

Sab, 12/03/2016 - 14:02

Eì oramai chiarisimo che il povero ragazzo è stato infarcito di idee e teleguidato a fare e a dire contro il regime in Egitto. Bisognerebbe colpevolizzare chi lo hamanovrato che si nasconde nell'ombra

Oraculus

Sab, 12/03/2016 - 14:12

Capisco!! , un bel ragazzo che impersonifica una italianita' pulita e...franca , ma dopo di che'??...del nulla!! , farne un eroe e' una stupidita' come stupidita'e' stata la sua "indadenza" in un mondo ostile non solo alui ma a tutto quello che e' occidentale...non averlo stimato e' per lui una squallida squalifica per non saper valutare i pro e i contro di una ricerca che (per quanto di e' dato di sapere , non serviva a nulla...morire e male per ricercare nel nulla e' semplicemente da stupidi. Che riposi in pace .

linoalo1

Sab, 12/03/2016 - 16:34

No Riscatto??No Vita!!!!I suoi sequestratori hanno voluto parodiare una vecchia Pubblicità del Martini!!Purtroopo,però,ci è andata di mezzo la vita di Giulio!!!

un_infiltrato

Sab, 12/03/2016 - 16:50

Io indagherei, piuttosto partendo dall'inizio. Il ragazzo mi sembra perbene, sicuramente in buona fede, al di sopra di ogni sospetto: chi lo ha usato?

rossini

Sab, 12/03/2016 - 17:13

Quindi una faida nell'ambito del Sindacato. Come ai tempi di Guido Rossa (vi ricordate il sindacalista ammazzato dalle BR?). La storia non è nuova. Nei sindacati allignano fior di delinquenti. L'Egitto non è diverso dall'Italia. Altro che polizia e servizi segreti.

brunog

Sab, 12/03/2016 - 19:40

Si e' impicciato negli affari degli altri, per questo lo hanno toldo dai piedi. I simpatizzanti di sinistra rivendicano il diritto di mettere il naso in casa d'altri purche' non sia una dittatura comunista.

jeanlage

Sab, 12/03/2016 - 21:40

Lavorava con la CGIL?

mauriziosorrentino

Sab, 12/03/2016 - 21:46

Non era per niente"Un bravo ragazzo in buona fede" a giuducare dagli ambienti che frequentava(in inghilterra)..era anche a Maidan all'epoca...il giro era quello delle rivoluzioni colorate di Otpor-canvass.Chi continua a scrivere e sostenere responsabilità egiziane è al servizio degli stessi,per ostacolare i buoni rapporti Italia-Egitto su Eni-petrolio e dossier libico(...chi sarà mai questa entità?). Consiglio lettura seguente articolo http://federicodezzani.altervista.org/omicidio-giulio-regeni-unoperazione-clandestina-contro-legitto-e-gli-interessi-italiani/