Assad strappa il sud della Siria ai ribelli e allo Stato islamico

Le forze del regime siriano hanno condotto diversi attacchi aerei nel deserto di Badiya e nella provincia siriana di Sweida, bombardando le postazioni chiave di controllo dei combattenti dell'Isis, per liberare il sud del Paese

Il regime siriano vuole riconquistare il sud del Paese. Bashar al Assad ha deciso di avanzare in modo deciso e fermo contro le zone controllate dai terroristi dello Stato islamico che occupano diverse aree della parte meridionale della Siria.

Ieri notte le forze aree di Damasco hanno bombardato a tappeto molti punti del deserto di Sweida, attualmente sotto controllo dei terroristi. I bombardamenti e gli scontri tra le forze del regime e l'Isis si sono intensificati durante la serata e quest'operazione militare rappresenta l'inizio della controffensiva di Damasco per eliminare definitivamente la presenza dei combattenti dell'Isis da queste aeree desertiche.

Il Badiya siriano è un vasto deserto che si estende dal centro del Paese ai suoi confini orientali con l'Iraq, dove l'Isis controlla ancora piccole porzioni di territorio. L'offensiva di Badiya fa parte di una più vasta operazione di "reconquista", lanciata contro lo Stato islamico nel maggio del 2017, dall'esercito e dalle milizie di Bashar al-Assad, alleate delle forze militari sciite filo-iraniane e della Russia. Questo piano d'azione dovrebbe permettere, una volta conclusosi, a Damasco di riprendere il controllo delle regioni desertiche della Siria meridionale e orientale.

I combattimenti e gli attentati si sono verificati mentre la Russia ha fallito nei negoziati per liberare circa 30 ostaggi rapiti dai terroristi il mese scorso, in seguito a una serie di attacchi coordinati nella provincia di Sweida, che hanno provocato più di 250 morti.

Dopo il fallimento dei negoziati con la Russia, le Forze democratiche siriane (Sdf), una coalizione arabo-curda che ha combattuto contro l'Isis con il sostegno degli Stati Uniti, hanno detto che sono pronti anche a loro a negoziare con lo Stato islamico per salvare la vita degli ostaggi.

Attualmente i cosiddetti ribelli controllano meno del 3% della Siria, ma la loro permeabilità nel territorio permette loro di condurre attacchi sanguinosi e mirati contro specifici obiettivi.

Commenti

Divoll

Lun, 06/08/2018 - 20:03

Perche' continuate a chiamarlo "regime"? A meno che non si vogliano definire "regime" anche quello americano, francese, inglese, spagnolo, australiano, canadese, ecc. (che forse lo meriterebbero piu' di Assad).