Siria, primo raid congiunto delle forze aeree russe e turche

L'operazione rappresenta la più stretta collaborazione tra i due paesi in Siria fino ad oggi. Coinvolti 17 velivoli contro 36 obiettivi designati, precedentemente concordati con il governo siriano

Un Sukhoi Su-24 russo alla base aerea di Hemeymim, in Siria

Turchia e Russia hanno effettuato il primo raid congiunto in Siria. È quanto comunicano dal Ministero della Difesa russo. Coinvolti 17 velivoli contro 36 obiettivi designati, precedentemente concordati con il governo siriano, nella periferia della città di al Bab, nella provincia di Aleppo. Nell’operazione aerea sono stati coinvolti quattro Su-24M Fencer, quattro Su-25 Frogfoot ed un cacciabombardiere Su-34 Fullback delle Forze Aerospaziali Russe. La Turchia ha schierato quattro F-16 Falcon e quattro F-4 Phantom II. Gli obiettivi sono stati identificati precedentemente tramite ricognizione UAV.

Secondo il Cremlino, “la stima dei primi raid contro i terroristi ha dimostrato che le azioni congiunte dell'aviazione russa e turca sono stati molto efficaci”.

Proprio nella citta di al Bab, a circa 20 km dal confine con la Turchia, Ankara ha subito pesanti perdite nelle ultime settimane.

L'operazione congiunta rappresenta la più stretta collaborazione tra i due paesi in Siria fino ad oggi, dopo il memorandum di de-confliction siglato a Mosca alla fine della scorsa settimana. Russia e Turchia sono anche i promotori del nuovo round di colloqui di pace che si terranno in Kazakistan, lunedì prossimo, 23 gennaio.

Nelle ore scorso anche i caccia della Coalizione hanno colpito postazioni Isis ad al Bab. La Turchia ha più volte criticato gli Stati Uniti per non aver sostenuto dall’aria le forze a terra coinvolte nell’offensiva sulla città.

Due settimane fa, il Ministro degli Esteri turco Mevlut Cavasoglu, ha minacciato di interdire l’accesso alla base aerea di Incirlik, nel sud-est della Turchia, qualora gli Stati Uniti non avessero effettuato raid a sostegno delle forze turche impegnate in Siria.

La spinta iniziale dell’operazione Scudo sull’Eufrate, lanciata lo scorso agosto dalla Turchia nel nord della Siria, si è bruscamente interrotta alle porte della città di al Bab. Ankara ha sempre sostenuto che l’operazione si sarebbe limitata alla protezione delle frontiere turche, ma va inquadrata anche come un tentativo di evitare l'unificazione delle due enclavi curde.