Somalia, Al Shabaab conquista Merca e sconfigge l'Amisom

Gli jihadisti di Al Shabaab che sembravano prossimi alla sconfitta finale sono invece risorti conquistando Merka e altre città della Somalia, in crisi invece il contingente dell'Unione Africana che sta perdendo postazioni

L'organizzazione jihadista Al Shabaab continua a sconvolgere la Somalia. L'ultima azione dei guerriglieri islamisti somali è andata in scena ieri, quando gli uomini in nero sono entrati nella città di Merca, a 70 km a sud ovest di Mogadiscio e ne hanno preso il controllo senza sparare un solo colpo.

La città, di 50 mila abitanti, uno dei principali porti del Paese, è stata abbandonata dal contingente Amisom ugandese e le motivazioni sono ancora ignote, ma questo ha permesso ai guerriglieri della branca di Al Qaeda nel Corno d'Africa, di prendere il pieno controllo del centro abitato.

Una volta entrati in città gli islamisti hanno issato la bandiera nera sugli edifici pubblici e hanno gridato alla vittoria, anche se stando alle ultime notizie pervenute dalla città costiera, pare che l'esercito somalo sia riuscito, dopo lunghe ore di combattimenti, a riprendere il controllo del porto.

I terroristi somali a gennaio avevano già occupato altre due città abbandonate dalle truppe dell'Amisom e quello che emerge ora, più che un prepotente ritorno sulla scena degli insorti islamisti, è lo spostamento ingiustificato delle truppe del contingente dell'Unione Africana. Soldati ugandesi che abbandonano piazze e soldati kenyoti che si ritirano improvvisamente lasciando così ai terroristi sia porzioni di territorio da amministrare che la possibilità di riarmarsi e recuperare risorse economiche e umane.

Un portavoce dell'esercito del Kenya il mese scorso aveva dichiarato che si trattava di un semplice riposizionamento e non di una ritirata, quello che è evidente però è che l'Amisom è in difficoltà: ha sofferto numerose perdite e deve fare i conti con i costi che i cinque anni di missione sul campo, hanno comportato. Quindi da un lato ci sono i caschi verdi che soffrono e che dal 2011 ad oggi non sono riusciti ad ottenere i risultati sperati, dall'altro c'è Al Shabaab.

Gli jihadisti nel 2015 venivano dati come sconfitti e prossimi alla resa finale, invece si sono organizzati, hanno raffinato e specializzati i propri reparti dimostrando di saper colpire obiettivi mirati e di saper effettuare azioni anche fuori dai confini nazionali, e inoltre, parallelamente, non hanno abbandonato la strategia del terrorismo come dimostra l'attentato al Lido di Mogadiscio di poche settimane fa.