Somalia, vent'anni dopo

Il generale Antonio Maggi, comandante del contingente italiano in Somalia, spiega a ilGiornale.it le finalità della missione italiana a Mogadiscio, 22 anni dopo la tragica battaglia del Pastificio

L’esercito italiano in Somalia ha subito uno dei suoi più grandi lutti, quello della battaglia del Pastificio. Morirono in quell'occasione il Sottotenente del reggimento Lancieri di Montebello Andrea Millevoi; il Sergente Maggiore del 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin" Stefano Paolicchi e il Caporale di leva al 186º Reggimento paracadutisti "Folgore". Tutti e tre decorati con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria. Cosa significa, a 13 anni di distanza, essere ancora in quella terra?

Il ricordo dei nostri Caduti è sempre vivo e viene continuamente rinnovato ad ogni celebrazione, affinchè il loro sacrificio ci possa guidare nelle nostre scelte quotidiane di servizio. Dopo 22 anni dai tragici eventi del Pastificio, Mogadiscio ha radicalmente cambiato il suo assetto istituzionale. Oggi la Somalia ha un Governo Federale con una Costituzione che indirizza le scelte degli uomini che la guidano, ma che ha anche bisogno di supporto da parte della Comunita’ Internazionale. In questo contesto, si innesta la missione European Union Training Mission-Somalia (EUTM-S), a guida italiana, con lo scopo di addestrare l’esercito somalo e di fornire consulenza strategica con consiglieri specializzati al Ministero della Difesa e allo Stato Maggiore della Difesa somalo. Gli eccellenti risultati raggiunti con i circa 5500 soldati addestrati e il continuo riconoscimento del lavoro svolto da parte delle Istituzioni della difesa somala, hanno permesso di rinnovare il mandato dell’Unione Europea fino al 31 dicembre del 2016.

I somali che rapporto hanno con il nostro esercito?

La presenza italiana in questo Paese è ancora viva soprattutto nei ricordi delle vecchie generazioni che utilizzano ancora la lingua italiana per relazionarsi con i nostri soldati. Alcune Autorità somale hanno studiato nelle Università o nelle Accademie Militari Italiane e ciò ci permette di avere un canale “privilegiato” nei confronti dei nostri interlocutori.

I terroristi di Al Shaabab sono un pericolo concreto?

Il contingente dell’Unione Europea in Somalia non è coinvolto in operazioni ma ha solo compiti di addestramento e consulenza. I nostri istruttori e consulenti, lavorano in una cornice di sicurezza che viene assicurata dai soldati nella Missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM). La nostra missione di addestramento militare, volta a contribuire al rafforzamento delle Istituzioni somale, è parte dell’impegno globale dell’Unione Europea, che mira a sostenere la stabilizzazione del Paese ed a rispondere alle esigenze del popolo somalo.

Commenti
Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Gio, 24/12/2015 - 16:49

La barzelletta del giorno: "La nostra missione....militare mira a....rispondere alle esigenze del popolo somalo"!

Tuthankamon

Gio, 24/12/2015 - 16:53

Tra i tanti capolavori ... La Somalia come la Libia è un capolavoro di un presidente USA democrat (Clinton) che fece il casino e se ne andò lasciando campo libero ai "signori della guerra" prima, poi ad AL Qaida. "Invece" la Libia è stata opera di Sarkozy ma soprattutto di un altro presidente USA democrat (Obama) con gli analoghi risultati che sappiamo. Ora mandiamo dei "timidi" contingenti italiani che vanno a istruire della gente che poi ci si rivolterà contro. Ma a fare che?! Totale mancanza di obiettivi politici e di buon senso!