Spagna, trafugavano reperti egizi. L'accusa: i soldi destinati al jihad

Le opere finivano in Europa per essere vendute sul mercato nere. Fermate persone a Valencia e in Egitto

Cinque persone sono state fermate in un raid nel porto mediterraneo di Valencia. Lo ha annunciato la Guardia Civil spagnola, annunciato di avere sgominato in questo giorni una banda composta da quattro cittadini egiziani e uno spagnolo, dedita a trafugare reperti archeologici.

I contrabbandieri trasportavano artefatti egizi in Europa, nascondendoli nei container per le spedizioni. Le spedizioni sarebbero partite da Alessandria, dirette verso la Spagna. Oltre alle cinque persone fermate dalla Guardia Civil, in manette sarebbero finite anche due persone fermate in Egitto.

A Valencia sono stati recuperati 36 manufatti, probabilmente trafugati - scrive il quotidiano egiziano Mada Masr - dai siti di Saqqara e Mit Rahina. Tra di questi una testa leonina di Sekhmet che da sola varrebbe circa 100mila euro sul mercato nero.

I soldi ricavati dalla vendita delle opere d'arte rischiavano di finire nelle tasche di gruppi jihadisti in Medio Oriente, secondo le autorità. Una pratica per nulla nuova. In Iraq anche i miliziani del sedicente Stato islamico finanziano le proprie attivitòà anche trafugando reperti archeologici.