"In Sri Lanka attacco di matrice religiosa". La polizia ha ignorato l'allerta

Gli attacchi in Sri Lanka avevano come obiettivi i fedeli cristiani. Sottovalutato l'allarme degli 007

L'attacco in Sri Lanka ha sconvolto tutto il mondo. Una Pasqua macchiata dal sangue che ha lasciato sul terreno almeno 185 morti e di questi almeno 35 sono stranieri. Gli attacchi si sono susseguiti in diverse città da Colombo a Negombo, gli hotel e le chiese sono diventati il bersaglio degli attacchi di matrice terroristica. Siamo di fronte ad un attacco di matrice religiosa. Ed è stato lo stesso ministro della Difesa a dare indicazioni in questo senso: "Crediamo che tutti i responsabili coinvolti in questo terribile fatto di terrorismo saranno portati in custodia quanto prima, sono stati identificati", ha affermato Ruwan Wijewardane.

"Non daremo alcuna possibilità a questi gruppi estremisti di agire e fare ciò che hanno fatto negli ultimi giorni, prenderemo tutte le misure necessarie. Li perseguiremo, qualsiasi estremismo religioso seguano", ha aggiunto. Ma su questa strage pesa come un macigno quell'allarme inascoltato che era stato lanciato qualche giorno fa dal capo della polizia dello Sri Lanka. L'ufficiale su segnalazione dei servizi stranieri aveva diramatio un’allerta a livello nazionale 10 giorni fa segnalando il rischio di attentati kamikaze contro "chiese importanti". L’ufficiale, Pujuth Jayasundara, aveva dato l'allarme lo scorso 11 aprile. Dietro gli attacchi di oggi ci sarebbe il gruppo radicale islamico National Thowheeth Jama’ath (Ntj). Un gruppo terroristico nato poco meno di un anno fa e che ha messo sin da subito i cristiani nel mirino.