Gli Stati Uniti istituiscono base permanente in Israele

"La presenza permanente di una base Usa in Israele invia un chiaro messaggio nella regione"

Taglio del nastro per la prima base permanente degli Stati Uniti in Israele. La nuova struttura di difesa aerea sorge nel cuore del deserto del Negev, all’interno della Mashabim Air Base dell'Aeronautica israeliana, a ovest delle città di Dimona e Yerucham.

Nella nota a firma del Comando di Difesa Aerea dell’IAF (Israeli Air Force) si sottolinea il momento storico "che dimostra l'alleanza tra gli Stati Uniti e lo Stato d'Israele e che migliorerà significativamente le capacità di difesa nel discriminare ed intercettare le minacce”.

“La tempistica dell'apertura della base non è legata ad alcun evento specifico, tuttavia la presenza permanente di una base statunitense sul suolo israeliano invia un chiaro messaggio nella regione e riafferma l’importanza della nostra partnership con gli Stati Uniti, nostri amici”.

Le forze militari americane sono regolarmente schierate in Israele sia per le esercitazioni congiunte che per la cooperazione di routine con l'IDF, ma la nuova base rappresenta un cambiamento politico significativo (iter avviato due anni fa). Non si tratta di un semplice avamposto. Una volta completata, la base ospiterà sistemi operativi di difesa per identificare e intercettare minacce aeree ad ampio spettro. E’ quindi prevista la presenza di intercettori attivi integrati nella rete israeliana, ma gestiti dagli americani. La base statunitense è alle dipendenze di EUCOM, il Comando Europeo degli Stati Uniti.

Da quasi dieci anni l'esercito statunitense gestisce una struttura indipendente nel deserto del Negev, in Israele. Questa struttura, gestita esclusivamente da personale americano, ospita il radar AN/TPY-2 Integrato con i sistemi di allerta precoce israeliani, è concepito per monitorare un possibile attacco missilistico proveniente dall'Iran. La scorsa settimana, l'IAF ha istituito un nuovo battaglione Iron Dome. Poche ore fa un missile Patriot ha intercettato sulle alture del Golan un UAV iraniano che, secondo l’IDF, sarebbe decollato da Damasco.

Israele: la negazione dello spazio aereo

Il David Sling Weapon System, operativo dallo scorso marzo, è stato sviluppato congiuntamente dalla israeliana Rafael e dal suo partner statunitense Raytheon. Il David’s Sling è il più moderno sistema integrato di difesa entrato in servizio. L’ultima versione è ritenuta in grado di intercettare anche i missili da crociera ed i droni. Gli Stati Uniti hanno sviluppato o finanziato congiuntamente tutti e tre i livelli di difesa missilistica di Israele: Iron Dome (corto raggio), David's Sling (medio raggio) ed Arrow (lungo raggio).

L’architettura Iron Dome e David's Sling, precedentemente nota come Short-Range Ballistic Missile Defense, utilizza lo stesso radar sviluppato da Elta Systems. La differenza sostanziale tra i due sistemi è la testata del missile. A differenza della testata esplosiva del Tamir dell’Iron Dome, il David's Sling è armato con il missile a due stadi Stunner della famiglia hit-to-kill, progettato cioè per distruggere le minacce con l’energia cinetica da impatto. L’Iron Dome ha un raggio d’azione tra i 4 ed i 75 chilometri. Il David's Sling può ingaggiare bersagli in entrata da un minimo di 40 ad un massimo di 300 chilometri. L’Arrow Weapon System è progettato per rilevare, identificare, rintracciare, discriminare ed eliminare un obiettivo che viaggia rapidamente attraverso lo spazio. Il 19 gennaio scorso, l'aviazione israeliana ha dichiarato la capacità operativa iniziale del nuovo sistema di intercettazione Arrow-3.

Volando quasi il doppio dell’Arrow-2, la versione 3 del sistema, pesante la metà del precedente vettore, è progettata per identificare i missili balistici iraniani. Rispetto al precedente sistema, l’Arrow-3 aumenta di quattro volte la capacità di distruggere le minacce avanzate. Può essere lanciato in anticipo dopo il rilevamento delle minacce ed impegnare obiettivi ad altitudini maggiori al di fuori dell'atmosfera terrestre rispetto ai sistemi precedenti.

Lo scorso settembre, Stati Uniti ed Israele hanno siglato un nuovo programma di assistenza militare pari a 38 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. L’attuale memorandum, fissato a 3,1 miliardi di dollari l'anno, scadrà nel 2018. È il più grande accordo di assistenza militare estero mai siglato nella storia degli Stati Uniti. A partire dall’esercizio di bilancio 2019, gli Stati Uniti garantiranno finanziamenti per 3,8 miliardi di dollari l’anno. Il nuovo Memorandum Of Understanding, scadrà nel 2028. Israele chiedeva aiuti militari con budget ritoccato a 4,5 miliardi di dollari l’anno. I 38 miliardi di dollari saranno cosi divisi: 33 miliardi in forniture militari ed i restanti cinque per la difesa missilistica. Fino ad oggi, l’intero asset missilistico di difesa di Israele veniva finanziato separatamente dal Congresso su base annua per oltre 600 milioni di dollari. Nel nuovo programma di assistenza militare, Israele sarà obbligata a reinvestire le somme ottenute nell’industria americana. Cancellata, quindi, la possibilità, ancora in vigore, di investire parte delle somme ottenute dagli Usa nelle industrie israeliane. Il programma di assistenza militare non può essere rinegoziato.

Enormous overkill

Israele, probabilmente, è l’unico paese protetto interamente da un sistema di difesa ABM, Anti-ballistic Missile System, in grado di discriminare una minaccia. E’ certamente uno dei più costosi al mondo. Gli intercettori della rete di difesa di Israele, lanciati sempre in coppia per evitare malfunzionamenti, hanno dimostrato la loro efficacia, ma tali caratteristiche hanno un prezzo esorbitante, se paragonato alle minacce come i razzi Qassam. Il divario economico si fa ancora più evidente qualora un intercettore del costo di milioni di dollari, venisse lanciato contro un drone commerciale (episodio confermato dal Pentagono avvenuto lo scorso marzo). L’Enormous overkill è una strategia di logoramento che prevede l'adattamento della tecnologia civile a buon mercato e facilmente reperibile da scagliare contro i costosi sistemi di fascia alta progettati per la guerra convenzionale tra stati. Se venisse applicata su larga scala, la strategia Enormous overkill potrebbe portare un paese sull’orlo del dissesto finanziario.

Commenti

Demy

Mer, 20/09/2017 - 13:31

Un'altro messaggio distensivo e "democratico" americano nell'area.

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mer, 20/09/2017 - 20:04

Qualche fetecchione alcuni giorni fa su questi blog negava l'esistenza di basi americane in israele (volutamente minuscolo).