Stati Uniti, condannati per omicidio nel 1983 e liberati per nuove prove

Analisi del Dna hanno ridato la libertà a due fratellastri con disabilità mentale

A trent'anni dalla sentenza che li ha condannati al carcere per lo stupro e l'omicidio di una bambina di undici anni, due fratellastri con disabilità mentale originari della Carolina del nord sono stati liberati, dopo che nuovi indizi emersi dall'esame del Dna hanno messo in dubbio la loro effettiva responsabilità.

Henry Lee McCollum (50 anni) e Leon Brown (46 anni) hanno passato trent'anni in carcere. Il primo nel braccio della morte, il secondo condannato all'ergastolo. A farli uscire di prigione la prova del Dna, che ha dimostrato la probabile colpevolezza di una persona che abitava non lontano dal luogo dove la ragazzina era stata trovata uccisa.

McCollum e Brown avevano inizialmente confessato lo stupro e l'uccisione dell'undicenne, per poi ripudiare in fretta le ammissioni, accusando le forze dell'ordine di averli costretti a dichiarsi colpevoli. Il caso - scrive il New York Times, che racconta i fatti - ha generato negli anni un ampio dibattito negli Stati Uniti.

Commenti

gigi0000

Mer, 03/09/2014 - 18:04

Oltre ogni ragionevole dubbio, altrimenti sarebbe meglio avere 100 delinquenti liberi, piuttosto che un innocente in carcere. Lo capissero i nostri imbecilli con la roga, ...