Strage a Tunisi, le guardie del museo erano a prendere un caffè

Nel momento dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, le guardie addette alla protezione dell’edificio e del vicino Parlamento stavano prendendo il caffè

Nel momento dell’attentato al Museo del Bardo di Tunisi, le guardie addette alla protezione dell’edificio e del vicino parlamento stavano prendendo il caffè. A denunciarlo è il vicepresidente dell’Assemblea tunisina, Abdelfattah Mourou.

"Quando gli attentatori hanno attaccato i turisti e li hanno presi in ostaggio nel museo non c’erano agenti di polizia", ha accusato Mourou che ha scoperto che "c’erano solo quattro poliziotti assegnati alla sicurezza dell’edificio del parlamento, due dei quali erano a prendere il caffè, il terzo stava facendo uno spuntino e il quarto non si era alzato". Se da parte del ministero dell’Interno è arrivato un "no comment", il presidente Beji Caid Essebsi ha elogiato la pronta reazione delle forze di sicurezza che "hanno impedito una catastrofe".

Nell’attentato, rivendicato dallo Stato islamico, sono stati uccisi 20 turisti, di cui 4 italiani, e un poliziotto tunisino.