Svezia, aumenta la violenza contro i rifugiati cristiani

Secondo un’inchiesta dell’ONG Open Doors, su 123 rifugiati cristiani intervistati in Svezia, tutti dichiarano di aver subito delle violenze causate dalla loro fede in Gesù Cristo per un totale di 512 casi di discriminazioni.

Non solo Raqqa o Mosul. Le violenze contro i cristiani arrivano anche in Europa. Dopo molteplici violenze e atti vandalici contro fedeli e simboli cristiani in Germania, incluse scritteTagliamo le teste ai cristiani” nei campi profughi, è arrivato il momento della Svezia, e a soffrirne sono proprio i rifugiati cristiani, gli stessi che sono riusciti a fuggire dalle violenze dei tagliagole dell’ISIS.

Secondo un’inchiesta dell’ONG Open Doors, su 123 rifugiati cristiani intervistati in Svezia, tutti dichiarano di aver subito delle violenze causate dalla loro fede in Gesù Cristo per un totale di 512 casi di discriminazioni.

Il 65% degli intervistati dichiarano di avere subito degli assalti fisici violenti mentre quasi la metà (45%) ha ricevuto minacce di morte. Il 6% è stata vittima perfino di attacchi sessuali.

Quasi la totalità dei soprusi (96%) è perpetrata per mano di altri profughi o immigrati proprio nei centri di accoglienza che dovrebbero proteggere le persone scappate dalle bombe o dal terrore dei miliziani neri del Califfato. Una consistente percentuale (23%) rivela che le violenze o discriminazioni sono state compiute anche da interpreti o traduttori.

La maggioranza delle vittime (77%) si è convertita al cristianesimo da un’altra fede. Ricordiamo come in molti paesi mussulmani la conversione a un’altra religione diversa dall’Islam è punita anche con la pena di morte.

Nonostante la Svezia si prodighi nel contrastare fenomeni di razzismo contro rifugiati mussulmani, le autorità si dimenticano totalmente le sofferenze dei rifugiati cristiani”, attacca Jacob Rudenstrand, leader della chiesa evangelica svedese.

Un dato molto preoccupante è che sui 512 casi di violenze svelati dai 123 rifugiati cristiani intervistati, solo il 33% sono stati denunciati alla polizia per paura di ritorsioni o per sfiducia del sistema di sicurezza scandinavo.

La Svezia è ormai lontana da essere quel paradiso di sicurezza che era entrato nell’immaginario comune. In una recente indagine del The Times, si rivela come in un paese da 10 milioni di abitanti, solo nel 2017, vi siano stati 320 sparatorie e dozzine di attacchi bomba. Bisogna contare anche 110 omicidi e oltre 7000 stupri con un incremento del 10% rispetto al 2016. Innumerevoli attacchi contro la polizia che ha dovuto ammettere di essere incapace nel far fronte a questa escalation di violenza, specie in alcune zone del paese abitate prevalentemente da immigrati che vengono dichiarate addirittura “No-Go Areas”.

Commenti

killkoms

Ven, 23/03/2018 - 21:43

e le n.u. ovviamente non dicono nulla!

Ritratto di TreeOfLife

TreeOfLife

Sab, 24/03/2018 - 10:39

La Svezia è una nazione prevalentemente atea, non mi stupisce leggere queste notizie, peraltro riportate anche nei quotidiani nazionali, Dagen Nyheter e Svenska Dagbladet. Sono stato recentemente a Uppsala, città d'origine di mia moglie. Alle 20 di sera ho avuto lo stesso timore di camminare per Milano, la differenza è che vi sono per lo più islamici. Il fratello di una mia amica che lavora in polizia a Stockholm, mi ha riferito che mai come in questi ultimi 7 anni la situazione è degenerata nella violenza più estrema, dato che confermo. I mussulmani controllano interi quartieri e se i locali manifestano scontento, vengono intimiditi con pesanti minacce. Il governo di sinistra (SAP) tollera tutto, tanto quelli del popolo non sono loro figli, come succede nel resto d'Europa. Questa regia è voluta dai poteri forti internazionali, che testano esperimenti di integrazione coatta per vederne le risultanti sotto aspetti socio-economici-culturali al prezzo...di vite umane.